PAPA FRANCESCO A MILANO / Stadio S. Siro, incontro con i ragazzi cresimandi: “la gioia dell’incontro con Gesù”

- Niccolò Magnani

Papa Francesco a Milano: l’incontro allo Stadio S.Siro con i ragazzi cresimandi e cresimati, 25 marzo 2017. La gioia dell’incontro con Gesù e la sfida contro bullismo e mancanza di preghiera

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Papa Francesco a S. Siro (LaPresse)

All’incontro che chiude la Visita Pastorale di Papa Francesco a Milano, sono quasi ottantamila gli iscritti ufficialmente, tra ragazzi cresimati accompagnati dai genitori e catechiste. Il Pontefice è arrivato allo stadio Meazza attorno alle h. 17,30, accompagnato dal cardinale Angelo Scola, per pregare assieme a una folla di famiglie, padrini e madrine, ma anche per assistere a balletti e animazioni affidate a più di mille adolescenti e cantare assieme a loro. Papa Francesco ha ascoltato alcune testimonianze, ha parlato di bullismo e di tanti argomenti “nelle corde” dei giovani ragazzi rapiti dalla presenza del Pontefice. Il tema dell’incontro allo stadio Meazza è la gioia, con riferimenti all’Annunciazione all’Evangelii gaudium. Non sono mancate le riflessioni sullo Spirito Santo e alla gioia per la nascita di Gesù. I fedeli sono stati invitati a partecipare alla solidarietà e a una raccolta fondi per mezzo della Caritas che fonderà la “Casa del futuro” ad Amatrice, una casa di accoglienza per ragazzi in difficoltà, ma anche luogo per campi scuola estivi. Il Pontefice era arrivato nella mattina a Milano Linate, accolto dal cardinale Angelo Scola arcivescovo di Milano e dalle istituzioni. Com’era previsto si era recato alle Case Bianche nel quartiere multietnico Forlanini di Milano, accompagnato da cori e applausi, da parte delle migliaia di persone che hanno colorato le vie con cartelli e striscioni appesi ai balconi. Nella parrocchia di San Galdino il Pontefice aveva incontrato i rappresentanti dei residenti delle varie etnie ed era entrato nelle case di alcune famiglie. L’atmosfera emozionante aveva raggiunto il culmine quando dal palco davanti alla chiesa, Papa Francesco aveva ringraziato dei doni ricevuti.

La visita di Papa Francesco ha poi affollato le vie della città nel tragitto fino a Piazza Duomo, dove accompagnato dall’Arciprete monsignor Gianantonio Borgonovo, dal cardinale Angelo Scola e dal Cerimoniere, ha dedicato un momento riservato ai Ministri ordinati e la Vita consacrata, ovvero circa quattromila persone, tra cui cinque cardinali e quasi trenta vescovi. Il buongiorno ai fedeli in piazza è arrivato subito dopo, accompagnato da un emozionante ringraziamento per l’accoglienza e da un’amichevole battuta, com’è nello stile del Pontefice che ha esordito: “La nebbia se n’è andata, le malelingue dicono che verrà la pioggia, io ancora non la vedo”. Qui il Pontefice ha impostato tutto il discorso su tre parole chiave: sfida, multi e discernimento. Facendo riferimento alle “sfide” Papa Francesco ha parlato della nostra epoca e di quanto ne siamo continuamente sottoposti, esortando i fedeli ad avere un atteggiamento reattivo. Il Pontefice che parla con le parole della gente ha aggiunto che dobbiamo prendere le sfide come si prende il bue per le corna. Papa Francesco ha poi introdotto la parola “multi” spiegando quanto lo Spirito Santo sia maestro di diversità, prendendo ad esempio il Vangelo e di quanto nonostante le differenze delle sue quattro versioni, riesca ad essere unico, perchè è nella diversità che risiede la ricchezza. Con la terza parola “discernimento”, il Pontefice fa riferimento alla cultura dell’abbondanza cui sono sottoposti i giovani e di come sia importante che genitori ed educatori diventino pastori, per aiutarli ad attraversare questo mondo. Papa Francesco ha poi intonato l’Angelus e recitato insieme alle tantissime persone presenti. Attorno a mezzogiorno il Pontefice è entrato nel carcere di San Vittore. Dopo il saluto alla direttrice Gloria Manzelli, alle autorità e al cappellano, ha incontrato le detenute dell’Icam, l’Istituto Custodia Attenuta per Detenute Madri. La visita è proseguita con la visita agli operatori del carcere, al primo raggio e in seguito nella rotonda centrale, il Pontefice si è incontrato con un’ottantina di detenuti rappresentanti dei vari reparti. Infine si è spostato nel sesto raggio e alle dodici e trenta ha pranzato in compagnia dei detenuti. Dopo San Vittore il Pontefice si è trasferito a Monza, dove oltre settecentomila fedeli provenienti dalle diocesi lombarde lo stavano aspettando all’interno del parco. A presenziare l’incontro il presidente della Provincia di Monza e Brianza, Pietro Luigi Ponti, il prefetto di Monza Giovanna Vilasi e il sindaco Roberto Scanagatti. A concelebrare la Messa in rito ambrosiano quattro Cardinali, quaranta Vescovi e più di mille sacerdoti. Verso le h. 17,00 Papa Francesco si è diretto verso lo stadio Meazza dove lo stava aspettando la folla di ragazzi cresimati.



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