16ENNE UCCIDE IL PADRE/ Omicidio Enrico Boggian: “Papà era il mio migliore amico”, ma il giudice non gli crede

- Emanuela Longo

16enne uccide il padre, omicidio Enrico Boggian: il giudice non crede alla tesi dell’incidente avanzata dal ragazzo, ad incastrarlo la sua fuga in bici dopo il delitto.

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Continua a tenere banco sulle pagine di cronaca nera l’omicidio di Selvazzano consumatosi nei giorni scorsi e che ha visto un 16enne uccidere il padre Enrico Boggian con un colpo di fucile. Il delitto si è compiuto lo scorso venerdì e, al culmine di un interrogatorio fiume, il giovane figlio dell’imprenditore 52enne è crollato vuotando il sacco e confessando di aver ucciso il padre per uno “scherzo”. Arrestato lo scorso sabato, il 16enne è stato nuovamente sentito nella giornata di ieri in presenza del pm e del suo legale, ma il gip del tribunale dei minori di Venezia, Valeria Zancan, non avrebbe creduto ad una sua sola parola, come riferito da PadovaOggi.it. “Papà era il mio migliore amico, sapeva tutto di me, anche che andavo male a scuola”, ha riferito il ragazzo nel recente interrogatorio. “Volevo solo fargli uno scherzo, non volevo ucciderlo”, ha ribadito, asserendo poi di essersi dato alla fuga per paura. Parole che però il giudice non avrebbe affatto ritenuto credibili, sebbene siano state pronunciate nel corso di un lungo interrogatorio durato oltre due ore e caratterizzato dalle copiose lacrime del ragazzo. Al termine non è stato convalidato il fermo a causa della mancanza del pericolo di fuga ma l’interrogatorio si è concluso con la firma del giudice per le indagini preliminari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. In seguito all’assenza di un movente valido, il giudice ha ritenuto plausibile la possibilità di reiterazione del reato. A non convincere pienamente il gip della tesi dell’incidente avanzata dal 16enne sarebbe la mancanza di richiesta di aiuto del giovane dopo essersi accorto dell’omicidio del padre. “Mi sono spaventato”, è la replica del ragazzo, ma per il gip, quanto accaduto, sarebbe invece il frutto di un piano ben architettato nei minimi dettagli. Proprio la fuga in sella alla sua bici farebbe saltare l’ipotesi di uno scherzo finito in tragedia rendendo poco credibile la versione dell’assassino reo confesso dell’imprenditore Enrico Boggian.



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