PICCHIATA, SEGREGATA E COSTRETTA A PROSTITUIRSI DAL COMPAGNO / Palermo, la denuncia dopo 6 anni

- Emanuela Longo

Segregata e costretta a prostituirsi dal compagno per sei anni: fine di un incubo per una 28enne palermitana. In arresto il suo aguzzino di 51 anni che usava i soldi per pagare l’affitto.

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Dopo sei anni di violenze e vessazioni, è terminato l’incubo per una giovane donna 28enne di Palermo, costretta a prostituirsi dal compagno 51enne con il quale la ragazza conviveva dal 2010. L’uomo è finito in arresto con l’accusa di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Ne dà notizia Il Messaggero evidenziando una situazione inquietante venuta alla luce solo dopo la denuncia della stessa vittima presentata nel maggio scorso. Da allora hanno preso il via le indagini che si sono concluse con l’arresto del compagno, reo di aver abusato per sei anni della 28enne. A confermare i racconti della vittima, le dichiarazioni di 30 clienti che per anni hanno avuto rapporti sessuali con la ragazza. Secondo il racconto shock della giovane costretta a prostituirsi, il suo compagno la obbligava ad avere rapporti nella loro abitazione, dove era tenuta letteralmente segregata. La ragazza, infatti, viveva in una casa la cui porta d’ingresso era chiusa dall’esterno con un lucchetto, con le finestre sbarrate e fissate con chiodi. La vittima era dunque costretta ad avere rapporti sessuali con uno o più uomini dopo opportuni appuntamenti e modalità concordate dal suo aguzzino. In caso di rifiuto, la 28enne veniva picchiata al punto da essersi dovuta rivolgere in più occasioni alle cure del pronto soccorso, riportando fratture e traumi, fino addirittura ad un aborto. Per ogni prestazione riceveva un compenso di 20 euro che venivano prontamente presi dal compagno ed utilizzati per il pagamento dell’affitto dell’abitazione. Come rivelato dalla trasmissione Pomeriggio 5, la ragazza vittima di violenze ed abusi e costretta a prostituirsi tra Cinisi, Partinico e Terrasini, ha problemi psichici ma è ritenuta capace di intendere e di volere. Ha sempre rifiutato di denunciare il suo compagno, fino allo scorso maggio, ma è sempre stata sostenuta dalla famiglia che ha tentato in ogni modo di aiutarla, fino a convincerla a denunciare il 51enne ora arrestato.



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