BIMBA ATTACCATA AL RESPIRATORE/ Marwa, i medici vogliono staccarla, i genitori no: accanimento o speranza?

- La Redazione

Marwa lotta per la vita: Francia, 15 mesi attaccata al respiratore, i medici vogliono staccare la spina, i genitori si oppongono. Diritto alla vita o accanimento terapeutico?

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Marwa (foto da Twitter)
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Una bimba di 15 mesi lotta tra la vita e la morte: il problema è che lo fa praticamente da quando è nata. La storia di Marwa sta tenendo la Francia completamente divisa tra due posizioni entrambe “sensate” nel senso con delle ragioni a carico, ma è il dramma di un piccolo corpicino di 15 mesi a rendere il tutto molto più complesso nel giudizio e nelle valutazioni. Marwa è una bimba di 15 mesi mantenuta in vita artificialmente in un ospedale di Marsiglia ed è al centro di un caso giudiziario con pochi precedenti: per i medici che non c’è più nulla da fare e sono pronti a staccare la spina, mentre i genitori si oppongono. E una petizione per tenere la bimba in vita ha già raggiunto 240.000 firme. Addirittura il caso arriva al Consiglio di Stato che riporta alla luce il problema del Fine Vita anche oltralpe dopo che il caso di Dj Fabo sta tenendo in Italia le prime pagine di tutti i giornali e tantissimi commenti sui social e sul web tra opposte fazioni. 

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Era il 25 settembre 2016 quando Marwa Bouchenafa, una bimba di 15 mesi di origine algerina, viene portata all’ospedale di Marsiglia in condizioni gravissime. Un raro enterovirus le ha provocato danni neurologici “gravi e definitivi”. La piccola finisce in coma: a tenerla in vita è una macchina che la nutre e respira per lei; i medici non ritengono possibile un miglioramento e una guarigione per questa piccola, ovviamente di diversa idea ai genitori con l’”eutanasia” che non viene contemplata come scelta per una piccola che sta lottando per la vita. «Non perdiamo la speranza», scrive il padre sulla petizione online che sta facendo numeri altissimi in queste ore: Mohamed Bouchenafa ha creato una pagina Facebook “Mai senza Marwa”, su cui condivide le immagini della sua bambina e i progressi registrati. La pagina, che ha raccolto migliaia di manifestazioni di solidarietà, è seguita da oltre 90mila utenti e i video che il papà posta superano ogni volta le 60mila condivisioni. On-line sta girando anche una petizione per “non staccare il respiratore” che tiene in vita la bambina e che a oggi ha raggiunto 240mila firme. Il problema è che tutto ora andrà nelle mani del Consiglio di Stato, un organo politico, che si ritroverà a dover decidere della vita e della morte di questa piccola bimba: Il Consiglio di Stato si riunirà oggi pomeriggio, in un’udienza a porte chiuse, per prendere una decisione sulla vicenda. Qualsiasi cosa venga deciso, il problema rimarrà anche per eventuali casi futuri, con la scelta e la pratica sulla vita e la morte che si scopre sempre di più il “nervo” scoperto della moderna società occidentale.

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