BIMBA MALATA DI TUMORE/ Il giudice vieta la cura: “non potete portarla all’estero, la terapia è sperimentale”

- La Redazione

Per curare il tumore della loro piccola Elena di 3 anni, i genitori volevano rivolgersi a un medico di Tel Aviv ma i giudici di Milano gliel’hanno vietato poiché “la terapia non è sicura”.

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Tumore al cervello, foto dal web
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La procura per i minorenni è intervenuta dopo la segnalazione dell’Istituto dei Tumori di Milano sul caso della piccola Elena (nome di fantasia), di soli tre anni. Alla piccola è stato diagnosticato un glioblastoma diffuso della linea mediana, ovvero un tumore tumore al cervello particolarmente pervasivo e aggressivo. L’Istituto ha proposto una serie di accertamenti e un ciclo di chemioterapia partito a luglio dell’anno scorso. Solo pochi mesi dopo, a settembre, i medici hanno riscontrato un “eccellente recupero neurologico”, senza effetti collaterali, come descritto sulle pagine di Repubblica.it, che racconta la vicenda. Anche i successivi esami hanno dato esito positivo constatando una “stabilità volumetrica” della malattia. Nel frattempo i genitori hanno deciso di rivolgersi a degli esperti internazionali della patologia, contattando dei medici in Francia e poi a Tel Aviv. A ottobre scorso, quando i genitori hanno annunciato di voler trasferire la bimba in Israele per una biopsia, l’Istituto dei Tumori di Milano ha avvertito la famiglia delle probabili controindicazioni di una scelta del genere. La bambina viene comunque portata in Israele e il professore Shlomi Constantini la visita: secondo lui la malattia è men o aggressiva di quanto accertato in Italia e consiglia una terapia molecolare. Tornati in Italia i genitori interrompono la terapia all’Istituto dei Tumori e decidono di partire per raggiungere Tel Aviv. A fermarli è stato il tribunale dei minorenni milanese, allertato dall’Istituto dei Tumori. Dopo una una riunione tra il procuratore e tutti i sostituti, i pm della procura hanno deciso di chiedere una valutazione al Tribunale. In accordo con le richieste dei pm, i giudici hanno quindi bloccato il trasferimento di Elena, spiegando che le difficili condizioni emotive dei genitori li hanno spinti a interrompere una terapia efficace per affrontare un viaggio senza garanzie dal punto di vista clinico. L’Istituto Oncologico avrebbe provato a contattare il professore di Tel Aviv, senza riuscire a ottenere informazioni scientificamente valide sul suo metodo di cura.

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