SANTA CUNEGONDA/ Il 3 marzo si celebra la santa che si è dedicata alla carità cristiana

- La Redazione

Santa Cunegonda, è la santa che viene celebrata nella giornata di oggi, venerdì 3 marzo. Dedica l’intera sua vita alla povertà e alla carità cristiana, la sua storia

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Immagine presa dal web
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,Tra i molti santi e beati celebrati il tre marzo, molte sono le sante, soprattutto in epoche pre medievali, ricordate per la loro grande forza, il grande carattere di religiose in grado di testimoniare la loro presenza attraverso opere di vera carità, di grande forza d’animo nel pieno sostegno di una fede luminosa, guida e supporto durante le fasi più difficili della loro vita, soprattutto in contesti difficili. Tra esse ricordiamo santa Camilla di Auxerre, santa Piamun Vergine in Egitto, sant’ Artellaide Vergine, santa Caterina (Katharina) Drexel, santa Teresa Eustochio Verzeri Vergine ma soprattutto santa Cunegonda, prima imperatrice poi religiosa dagli alti valori morali.

Nel cammino di questa donna, dal potere sociale sino alla carità totale nei valori di una grande erede della carità cristiana, intesa come forza dello Spirito più eccelso, potete tutti voi raccogliere l’eredità morale e spirituale di un percorso difficile, di rinunce materiali rivolte ad una ricchezza superiore che solo la Fede intensa, senza preconcetti, senza scorie interiori, totale e suprema, concede a chi ha la forza, il coraggio, l’umiltà di spogliarsi delle ricchezze per acquisirne altre. Ricchezze talmente impalpabili e superiori che, proprio per questi motivi focali, non saranno mai effimere e impermanenti.

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Il potere muore con il corpo, lo Spirito rimane nei ricordi di tanti fedeli che nel percorso dei santi, di santa Cunengonda nello specifico, hanno la grande opportunità di incontrare una verità assoluta: l’immortalità dell’anima prevale sui beni materiali, l’oro nel cuore brilla più luminoso di quello nei forzieri, la suggestione della pietà e della preghiera, per santa Cunegonda, durante le sue scelte di abbandonare il potere imperiale per sposare il potere divino della misericordia, un sentimento nobile che richiede una speciale e immensa forza interiore. In questo santa Cunegonda è assai simile a santa Chiara e la sua opera di conversione e cammino nella fede è un esempio ante litteram rispetto alle ‘regole’ francescane del secolo successivo. 

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Nello specifico chi era santa Cunegonda prima della sua totale immersione nella fede più pura? Santa Cunegonda nasce all’incirca nel 978 a.c., figlia di Sigfrido, primo conte di Lussemburgo e di Edvige di Nordgau, una casta nobile di discendenza carolingia. A soli vent’anni diviene moglie di Enrico IV, duca di Baviera, futuro imperatore come Enrico II. Come la sua sposa, davvero tanto amata, seppur infeconda e non in grado di garantire una progenie, anche Enrico IV di Baviera seguiva un percorso di fede intensa e mistica: proprio per questo non ripudiò mai l’amata santa Cunegonda, al contrario accettò invece il voto di virginale castità e purezza della sposa, rinunciando alla possibilità di avere eredi che garantissero le prosecuzione della sua linea dinastica nel regno di Germania, allora con sede a Paderborn, nella Vesfalia orientale. Nel loro grande amore la fede fu determinante: santa Cunegonda fu abile imperatrice nei momenti d’assenza del consorte, ma, dopo il primo anno di vedovanza, nel frattempo al governo del regno subentrò Corrado II il Salico, decise di abbandonare la via imperiale per abbracciare totalmente la fede, con solennità, all’interno del monastero di Kaufungen nel quale divenne monaca. 

,Nei successivi quindici anni santa Cunegonda si richiuse all’interno della sua fede con grande trasporto ascetico, dedicando alla preghiera e allo studio delle sacre Scritture gli ultimi anni della sua vita, con coraggio supportato dall’immensa devozione nel nome di Cristo, in piena carità cristiana, in povertà, vietando addirittura che le consorelle, avvicinandosi alla morte, preparassero per lei abiti funebri sontuosi e regali. Fu sepolta nel rispetto delle sue volontà, vestita unicamente con un grezzo saio di lana; fu canonizzata il 29 marzo del 1200 da Innocenzo III e nel giorno del tre marzo, ogni anno ricordiamo una donna che nella fede ha trovato la giusta via morale, eredità poi raccolta negli anni dalle nuove ”regole”, soprattutto di un Francesco d’Assisi, come santa Cunegonda appartenente al ceto nobile della sua realtà, che nel nome di Cristo hanno ispirato il grande sentimento della carità e della povertà come fonte di ricchezza senza condizioni, nel nome dell’amore universale, un messaggio che non perde mai il suo potere e la sua verità cristiana.

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