SARAH SCAZZI/ I dubbi di Ivano Russo sulla famiglia Misseri (Quarto Grado, oggi 3 marzo 2017)

- La Redazione

Sarah Scazzi, ultime news: a distanza di alcuni giorni dalla sentenza della Cassazione, Michele Misseri continua ad accusarsi del delitto di Avetrana. Il caso a Quarto Grado.

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Sarah Scazzi
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Il caso sul delitto di Sarah Scazzi è giunto ad una capitolo conclusivo importante, in seguito alla condanna all’ergastolo in tutti e tre i gradi di giudizio a carico di Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Dopo questa decisiva tappa, della quale si parlerà questa sera nel corso del programma Quarto Grado, l’avvocato Francesco Mancini, che insieme al collega Alfredo Russo compone la difesa di Ivano Russo ha parlato in una recente intervista al sito Urban Post e lo ha fatto alla vigilia dell’inizio del processo bis. “Naturalmente con Ivano mi sono ritrovato a fare il punto su questa sentenza che, come tutte le sentenze, va rispettata”, ha esordito il legale. Tuttavia, il giovane ritenuto il “movente” dell’omicidio e che nel secondo procedimento che lo vede imputato è accusato di essere stato reticente con i magistrati, sarebbe “più interessato a difendersi dall’ingiusto processo a suo carico e ai suoi familiari”. Lui, dunque, si sarebbe tenuto lontano dal giudicare Sabrina colpevole o meno del delitto di Sarah Scazzi. Eppure, sempre a detta del suo avvocato, anche Ivano avrebbe covato in questi anni non pochi dubbi in merito al coinvolgimento nella morte della 15enne di Avetrana di tutti i membri della sua famiglia, compreso ovviamente Michele Misseri, condannato a 8 anni per l’occultamento di cadavere e l’inquinamento delle prove.

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A distanza di qualche giorno dalla sentenza della Corte di Cassazione sul delitto di Sarah Scazzi, la trasmissione Quarto Grado tornerà anche questa sera a commentare le condanne a carico di Cosima Serrano, Michele e Sabrina Misseri. Le donne sono state condannate entrambe all’ergastolo per l’omicidio della 15enne di Avetrana, mentre lo zio della vittima è stato condannato a 8 anni di reclusione per l’occultamento del suo cadavere, oltre che per inquinamento delle prove. Condanne pesantissime alle quali potrebbe seguire presto anche la temuta separazione delle due donne, da sei anni nella medesima cella e forse destinate ora in penitenziari diversi. Intanto, come rivela il settimanale Giallo, nonostante le condanne esemplari a carico di madre e figlia, l’uomo continua ad autoaccusarsi dell’omicidio di Sarah Scazzi. Subito dopo la sentenza della Suprema Corte, infatti, Michele Misseri sarebbe tornato a chiedere scusa alla consorte ed alla secondogenita, a sua detta in carcere da innocenti: “Io sono sereno per me ma non per le altre cose: due innocenti sono in carcere”, aveva dichiarato, parlando di “errore giudiziario”. Anche “zio Michele”, dopo la pronuncia dei giudici della Cassazione e dopo anni di libertà è tornato dietro le sbarre, pur dichiarandosi sereno per questo. Eppure, sebbene le indagini si siano concluse escludendo la sua partecipazione al delitto di Sarah Scazzi, l’uomo continua a ribadire la sua piena e totale colpevolezza: come mai? Se lo domanda anche il settimanale diretto da Andrea Biavardi, che ricorda come gli stessi inquirenti lo abbiano sempre descritto come un soggetto profondamente debole e facilmente manovrabile dalle due donne ora all’ergastolo e in particolare dalla moglie Cosima. Anche la seconda figlia di Michele, Valentina Misseri, l’unica della famiglia a non essere stata coinvolta nel delitto di Sarah Scazzi, in questi anni ha tentato di far ricadere sul padre le colpe delle due donne. In una intervista alla vigilia della sentenza in Cassazione, la stessa Valentina aveva ricordato come nei mesi precedenti al delitto di Avetrana, il padre avesse assunto un atteggiamento aggressivo e violento. Sabrina, in alcuni messaggi scambiati con Ivano Russo, aveva rivelato questo aspetto dell’uomo che era solito arrabbiarsi frequentemente e che addirittura era arrivato sul punto di aver tentato di uccidere Cosima Serrano. Sempre a detta della primogenita, sarebbe stata necessaria una perizia psichiatrica al fine di confermare i problemi che lei per prima aveva intravisto. La donna aveva poi aggiunto: “Mia sorella e mia madre sono innocenti. A uccidere Sarah è stato mio padre”. Chi non ha mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Cosina e Sabrina è sempre stata invece la famiglia della piccola vittima. Il fratello Claudio Scazzi, al termine della sentenza ha commentato: “Sarah ha ricevuto giustizia, il Paese deve ringraziare chi ha lavorato per questo caso. In Italia la giustizia c’è”.

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