SECESSIONISTI / Brescia, udienza preliminare: 34 richieste di processo e 13 di assoluzione (Oggi, 3 marzo 2017

- La Redazione

Secessionisti, ultime news: oggi l’udienza preliminare presso il tribunale di Brescia, chiesto il rinvio a giudizio per 34 imputati, 13 richieste di assoluzione.

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Immagini di repertorio
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Si è svolta oggi, presso il Tribunale di Brescia, l’udienza preliminare al cospetto del gup e del procuratore aggiunto Carlo Nocerino a carico dei secessionisti lombardo-veneti. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Ansa che rivela la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm a carico di 34 secessionisti arrestati nell’aprile 2014 e sotto inchiesta per il tentativo di occupare piazza San Marco a Venezia, a bordo di un carro armato Tanko. Nell’ambito della medesima udienza sono state 13 le richieste di assoluzione, mentre un imputato ha chiesto di essere processato con il procedimento del rito abbreviato. Il caso risale alla notte tra l’8 ed il 9 maggio 1997, quando il gruppo di secessionisti chiamati “Serenissimi”, occuparono piazza San Marco e l’omonimo campanile, issando la bandiera di Venezia. Un atto che aveva il significato di una rivendicazione simbolica di natura indipendentistica. Il caso ebbe una grande risonanza a livello nazionale e non solo. Furono in tutto 48 gli accusati di terrorismo, coloro che partendo dal Padovano con un camion che trasportava un autocarro camuffato da mezzo pesante giunti in Piazza San Marco, armati di mitra e con addosso tute mimetiche. Giunti sul luogo prescelto, una parte del gruppo simulò la sua occupazione con il mezzo, mentre l’altra parte salì in cima al campanile di San Marco mettendo in atto il loro vero obiettivo, ovvero issare la bandiera con il leone alato, vero simbolo della loro azione. L’intento era quello di resistere fino al 12 maggio, ovvero bicentenario della caduta della Serenissima. La mattina successiva, su ordine del prefetto, fu dato il via allo sgombero della piazza dei manifestanti, finiti tutti in arresto. Dopo le opportune indagini atte a comprendere meglio le reali motivazioni del gesto, fu istruito il processo che vide tra i capi di accusa ipotizzati, i reati di attentato contro l’unità dello Stato, banda armata e interruzione di pubblico servizio (i manifestanti usarono un radiotrasmettitore con il quale diffondevano abusivamente messaggi politici in tutta la Regione sulle medesime frequenze Rai).

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