TRIFONE E TERESA/ Giosuè Ruotolo: la foto shock scattata dopo il delitto (Quarto Grado, oggi 3 marzo 2017)

- La Redazione

Trifone e Teresa, ultime news: l’ex fidanzata dell’imputato Giosuè Ruotolo in silenzio nell’ultima udienza. Si avvale della facoltà di non rispondere, in difesa dell’ex?

trifone_ragone_chilhavisto
Trifone Ragone e Teresa Costanza
Pubblicità

Il caso del duplice delitto di Trifone e Teresa continua a conquistare l’attenzione mediatica per la sua efferatezza ma anche per i documenti inediti che emergono udienza dopo udienza. Come rivela il settimanale Giallo, nel corso del processo a carico di Giosuè Ruotolo c’è stato un inatteso colpo di scena: l’accusa ha infatti mostrato alla Corte una foto che ritrae otto commilitoni del militare ucciso in viaggio su un furgoncino dell’Esercito in direzione Adelfia per assistere ai funerali di Trifone. Tra loro c’era anche Giosuè, sereno e sorridente insieme ai due coinquilini Renna e Romano. Una foto shock che ha fatto molto impressione alla madre di Ragone. “Intorno al presunto assassino c’era un clima allegro”, ha commentato la donna. “Sembra quasi normale che Trifone fosse morto”, ha aggiunto. A sua detta, proprio in questo contesto il killer del figlio e di Teresa avrebbe trovato copertura per sei mesi, prima del suo arresto e proprio tale circostanza avrebbe inizialmente compromesso il corso delle indagini. Oggi intanto, nella prima serata di Rete 4, il caso approderà nuovamente nella trasmissione Quarto Grado, per gli ultimi aggiornamenti dopo l’udienza del 27 febbraio nella quale Mariarosa Patrone, ex fidanzata dell’imputato, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Pubblicità

Ha spiazzato tutti Mariarosaria Patrone, lo scorso 27 febbraio, scegliendo di restare in silenzio nel corso dell’udienza che l’avrebbe dovuta vedere protagonista al cospetto della Corte d’Assise. Il processo è quello sul duplice omicidio di Trifone e Teresa e che vede imputato l’ex fidanzato della teste, Giosuè Ruotolo. E’ del silenzio scelto dalla Patrone che si dibatterà oggi nel corso della trasmissione Quarto Grado, che torna nuovamente sul caso dei fidanzati freddati a Pordenone da almeno sei colpi di pistola la sera del 17 marzo 2015. Come rivela Il Gazzettino, la ragazza, su consiglio del suo avvocato, avrebbe deciso di non rischiare e, nell’ambito di un’udienza già carica di tensione, dopo le generalità avrebbe asserito: “Mi avvalgo della facoltà di non rispondere”. Successivamente lo sguardo della Patrone si sarebbe spostato rapidamente e timidamente sull’ex ora imputato, Giosuè Ruotolo, che non vedeva da oltre un anno e che avrebbe voluto incontrare al termine dell’udienza. Ora ci si domanda se il silenzio della ragazza di Somma Vesuviana indagata a piede libero per favoreggiamento sia dovuto al suo desiderio di tutelare Ruotolo, come aveva già fatto in passato.

Pubblicità

Lo scorso lunedì si è concluso ufficialmente un mese denso di udienze, nell’ambito del processo sul duplice delitto di Trifone Ragone e Teresa Costanza, la coppia di fidanzati freddata a Pordenone quasi due anni fa. Del caso se ne occuperà questa sera anche la trasmissione Quarto Grado che ripercorrerà l’ultimo appuntamento in aula e le tappe salienti del giallo. Era la sera del 17 marzo 2015 quando i due giovani furono uccisi a colpi di pistola nel parcheggio del palasport. Per l’accusa, il solo responsabile del terribile delitto, continua ad essere rappresentato da Giosuè Ruotolo, 27enne di Somma Vesuviana ed ex commilitone di Trifone. Nell’udienza conclusiva dello scorso 27 febbraio, era attesissima la presenza in aula di Mariarosaria Patrone, l’ex fidanzata del presunto killer della coppia, anche lei indagata a piede libero per favoreggiamento e falsa testimonianza, reati per i quali ha chiesto il patteggiamento, poi respinto dal pm. La ragazza è giunta in aula in Corte d’Assise a Udine, accompagnata dal suo difensore, l’avvocato Costantino Catapano, ma ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. La giovane non ha dunque confermato quanto dichiarato nel corso delle indagini. Come ricorda il settimanale Giallo, durante un interrogatorio la Patrone asserì di essere stata a conoscenza del finto profilo Facebook realizzato dall’allora fidanzato, tanto da dichiarare: “Giosuè mi raccontò di aver fatto uno scherzo a Trifone su Facebook”. In realtà, dal medesimo profilo partirono i messaggi destinati a Teresa e con i quali Ruotolo cercava di mettere in cattiva luce l’ex commilitone fingendosi una fantomatica ex fiamma, tale Annalisa. Per l’accusa, questo rappresentò anche il movente dietro il duplice omicidio di Pordenone. Sebbene avesse ammesso di non aver dichiarato agli inquirenti la circostanza del finto profilo, la Patrone negò qualsiasi altra accusa a suo carico. Per la procura, tuttavia, oltre a Giosuè Ruotolo ritenuto il killer di Trifone e Teresa, anche Mariarosaria Patrone avrebbe giocato un ruolo nel duplice omicidio, istigando il fidanzato contro il militare di Adelfia per il quale nutriva gelosia ed allo stesso tempo aiutando il 27enne a nascondere ciò che aveva commesso. In tal senso avrebbe cancellato i messaggi scambiati con Giosuè dopo l’omicidio e avrebbe fatto di tutto per insabbiare il finto profilo del giovane di Somma Vesuviana oggi imputato. Nei giorni scorsi, proseguendo presumibilmente sulla medesima scia, sarebbe rimasta in silenzio al cospetto della Corte d’Assise. Lo ha fatto per coprire ancora una volta il suo ex fidanzato? Una circostanza certamente inconsueta e che avrebbe sollevato alcuni dubbi presso l’avvocato di parte civile Nicodemo Gentile. Dopo la decisione della Patrone di avvalersi della facoltà di non rispondere, garanzia prevista dalla legge in quanto testimone assistito, il legale avrebbe fatto presente alla Corte le varie interviste rilasciate in passato dalla teste. La giovane aveva parlato ai microfoni della trasmissione Quarto Grado, mentre ai programmi Rai del calibro di Chi l’ha visto e Porta a Porta, era intervenuto il suo avvocato. Come rivela Il Friuli, Gentile ha avanzato la richiesta di acquisizione dell’intervista di Rosaria Patrone, alla quale si è chiaramente opposta la difesa.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori