DISABILE SEGREGATA E COSTRETTA A PROSTITUIRSI/ Compagno arrestato a Palermo: tra i clienti decine di uomini

- Niccolò Magnani

Disabile segregata e costretta a prostituirsi a Palermo: ultime notizie, picchiata fino all’aborto. Il caso choc di Partinico, le novità di oggi 30 marzo 2017, fatti e reazioni           

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Immagine di repertorio (Pixabay)

La storia di Palermo continua a far discutere per molti aspetti anche poco affrontati dalle indagini ma che rappresentano e aggiungono inquietudine ad una storia orribile come quella capitata alla giovane ragazza con problemi psichici segregata e sfruttata al “compagno”. Per prima cosa come è stato possibile che nelle due volte in cui è stata ricoverata in ospedale negli anni passati come schiava, nessun si sia mai accorto delle violenze ripetute subite dalla giovanissima. In secondo luogo, come mai se la denuncia dell’intera vicenda è arrivata nel maggio 2016, l’arresto del colpevole compagno è arrivato solo il 29 marzo 2017, praticamente un anno dopo. E da ultimo, le tante decine di uomini che, secondo gli inquirenti, hanno passato numerosi appuntamenti come clienti della ragazza non si siano mai accorti o almeno impressionati dalle condizioni allucinanti in cui versava la vittima. Una serie di dubbi che contribuiscono a rendere ancora più liberante per questa ragazza la fine di un incubo durato praticamente sei anni.

Una storia orribile quella che è arrivata ieri da Partinico, vicino Palermo: una ragazza disabile sfruttata, picchiata, segregata e costretta alla prostituzione per almeno 6 anni della sua giovane vita. Fa orrore anche solo raccontare quanto avvenuto alla povera compagna di un uomo 50enne che ieri finalmente è stato arrestato con l’accusa di sequestro di persona, riduzione in schiavitù, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Un elemento più degli altri ha colpito la nostra attenzione ieri nel ricevere e dare questa notizia, l’ennesima in un periodo per la cronaca nera che davvero buio non si piò; quando la donna rifiutava di avere rapporti a pagamento, di tutta risposta lui la picchiava e in almeno due circostanze – quantomeno quelle documentate, ma non sapremo mai quante sono state davvero in 6 lunghi anni di segregazione – è finita all’ospedale per farsi curare. Incredibile in questi casi non sia stata rilevata alcuna connessione tra i problemi che riscontrava la ragazza con una possibile violenza domestica; ma al netto di questa considerazione, una volta le venne fratturato il setto nasale e un’altra soprattutto venne picchiata talmente forte fino ad arrivare all’aborto. Una perdita di una vita dovuta all’orrore e la lucida follia del compagno, stupefatto del rifiuto di quella “compagna-schiava”; una perdita di una seconda vita, visto che la prima è stata praticamente annullata in questi ultimi sei anni. Ora almeno vi è la possibilità di una rinascita per questa giovane ragazza siciliana, ma quella vita minuscola spazzata via dal grembo per le troppe percosse non tornerà; la tragedia nella tragedia, con per fortuna una lieta possibilità ora di poter ripartire, anche nel ricordo di quel piccolo feto vittima di un male troppo più grande di lui. 

Anni di violenza e una storia raccapricciante che le porteranno segni forse per tutta la vita: avviene tutto a Partinico (Palermo) dove un uomo di 51 anni ieri è stato arrestato per aver costretto a prostituirsi la sua giovane compagna di 28 anni, picchiandola e segregandola in casa fino a che le indagini non hanno portato alla scoperta dell’orribile esistenza di questa giovane ragazza con problemi psichici. Dal 2010 convivevano insieme e fin da subito il compagno l’ha ridotta schiava, sequestrandola nella casa che si pagava proprio con i soldi degli incontri forzati e organizzati per la compagna. A confermare i racconti della vittima, le dichiarazioni di 30 clienti che per anni hanno avuto rapporti sessuali con la ragazza. Secondo il racconto shock della giovane costretta a prostituirsi, il suo compagno la obbligava ad avere rapporti nella loro abitazione, dove era tenuta letteralmente segregata. Casa sbarrata sia alle finestre che alle porte, la vittima era costretta ad atti sessuali ripetuti ogni volta concordati con il suo aguzzino; la fine dell’orrore finalmente ieri, con l’arresto dell’uomo dopo mesi di inchieste (denuncia presentata dalla ragazza già nel maggio scorso). Ora comincia per la ragazza ormai donna una vita completamente diversa, segnata certamente da quanto avvenuto ma con la possibilità di scoprire come la realtà non sia solo quell’orrore provato per anni e che non dovrà accadere mai più (né a lei né a chiunque altro essere umano).

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