NEONATA SEPOLTA VIVA IN SPIAGGIA / Monopoli, mamma 23enne confessa l’omicidio: “Non sapevo come fare”

- Emanuela Longo

Neonata sepolta viva in spiaggia, ultime news: madre 23enne confessa di aver partorito e poi abbandonato la bambina appena nata nascondendola sotto la sabbia.

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Ambulanza (LaPresse)

Lo scorso 16 febbraio, sul litorale di Monopoli, alcuni turisti fecero una macabra scoperta: nascosto sotto la sabbia trovarono il corpicino senza vita di una neonata. Dalle prime indagini si era parlato di un feto di sesso femminile, probabilmente al nono mese di gestazione, ed immediatamente erano partite le indagini comprensive di autopsia eseguita presso il Policlinico di Bari. Dall’esame autoptico era emersa una prima verità: quello rinvenuto sotto la sabbia non era un feto bensì una bambina nata da poche ore e ribattezzata dagli agenti Chiaraluna. Oggi, a distanza di un mese e mezzo dalla scoperta shock, ecco emergere tutta la verità, come rivela Repubblica.it nell’edizione barese. Lidia Rubino, estetista 23enne, è stata fermata nelle passate ore con l’accusa di omicidio volontario della figlia neonata. La giovane avrebbe messo alla luce la piccola e successivamente l’avrebbe sepolta viva in spiaggia, nascosta sotto la sabbia dove sarebbe morta poche ore dopo, il giorno precedente alla sua scoperta. La verità inquietante arriva solo ora, con una confessione da brivido resa dalla mamma 23enne agli investigatori del commissariato di Monopoli: “Non sapevo come fare”. Lidia Rubino avrebbe deciso di vuotare il sacco dopo essere stata sentita come persona informata sui fatti e rivelando di aver abbandonato la neonata in spiaggia, in zona Cala Monaci, dopo averla partorita. Confuse e poco chiare le spiegazioni avanzate dalla 23enne, la cui versione sarà confermata in seguito al test del Dna che attribuirà con certezza la maternità della neonata alla giovane. Dopo la confessione la ragazza è stata condotta presso il carcere di Trani in attesa dell’interrogatorio di convalida del fermo, dopo il timore degli inquirenti del pericolo di fuga all’estero. Le indagini in ogni caso proseguono al fine di rivelare il movente del terribile gesto compiuto dalla giovane madre e di escludere altre eventuali responsabilità dietro il triste caso.



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