ATTENTATO 11 SETTEMBRE 2001/ Foto inedite: ecco gli scatti mai visti dell’attacco al Pentagono

- La Redazione

Attentato 11 settembre 2001, le foto inedite diffuse dall’Fbi: ecco gli scatti mai visti dell’attacco al Pentagono. Le immagini e la storia di quanto accaduto negli Stati Uniti

Torri_Gemelle_11settembre2001_attentatoUsa_lapresse_2017
11 settembre 2001, l'attentato alle Torri Gemelle
Pubblicità

Dopo 15 anni dall’attentato dell’11 settembre 2001 il Federal bureau on investigation ha diffuso fotografie inedite dell’attacco al Pentagono. Negli scatti si vedono il lato ovest dell’edificio che fu colpito dal Boeing 757 dirottato dai terroristi e i vigili del fuoco che sono impegnati nel spegnere l’incendio che scoppiò dopo l’impatto dell’areo. Lo schianto del volo dell’American Airlines contro il Pentagono provocò la morte di 189 persone, di cui 64 passeggeri dell’aereo e 125 impiegati che si trovavano in quel momento all’interno del complesso del Dipartimento della Difesa americana. Il Boeing 757 colpì il Pentagono tra il secondo e il terzo piano: parte dell’edificio crollò e ci vollero alcuni giorni prima di riuscire a domare le fiamme. L’aereo lanciato contro il Pentagono fu dirottato poco dopo lo schianto del primo aereo contro il World Trade Center a New York. Nelle nuove fotografie dello schianto sono state anche immortalate le operazioni di soccorso con i cani in cerca di sopravvissuti e i resti dell’aereo dell’American Airlines. Complessivamente i morti dell’attentato dell’11 settembre sono stati quasi 3mila e oltre 6mila persone sono rimaste ferite.

Pubblicità

L’attentato dell’11 settembre 2001 non è stato uno solo: quel giorno è stata compiuta una serie di quattro attacchi suicidi con aerei. I quattro attacchi sono stati organizzati e realizzati da un gruppo di terroristi, 19, di Al Qaeda, movimento fondamentalista islamico, contro obiettivi civili e militari negli Stati Uniti. Quel giorno furono dirottati dai terroristi quattro voli civili commerciali: due aerei furono fatti schiantare a New York contro le Torri Gemelle, le Torri Nord e Sud del World Trade Center e l’impatto provocò il crollo di entrambi i grattacieli e gravi danneggiamenti agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu invece dirottato contro il Pentagono e il quarto che probabilmente doveva essere fatto schiantare contro la Casa Bianca a Washington precipitò in Pennsylvania in un campo vicino a Shanksville, dopo il tentativo di riprendere il controllo dell’aereo da parte dei passeggeri e dei membri dell’equipaggio. Dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 la sezione danneggiata del Pentagono fu ricostruita in un anno. A New York invece la ricostruzione fu più lunga: nel 2006 iniziò la costruzione del One World Trade Center, terminata nel 2013. A Ground Zero, nel luogo delle fondamenta delle Torri Gemelle, fu poi costruito, e inaugurato nel 2011, un memoriale degli attentati, una coppia di piscine circondate da un monumento in cui sono scritti i nomi delle vittime. Al Pentagono è stato invece inaugurato nel 2008 un parco con 184 panchine, corrispondente al numero di morti, al quale si aggiungono una cappella privata e un monumento interno, che sono stati costruiti nel luogo dove l’aereo si è schiantato.

Pubblicità

In seguito all’attentato dell’11 settembre 2001 gli Stati Uniti risposero dichiarando la “guerra al terrorismo” e attaccando l’Afghanistan controllato dai talebani: l’accusa contro il paese fu di aver ospitato i terroristi. Il Parlamento statunitense approvò inoltre lo Usa Patriot Act, una legge con la quale furono rafforzati il potere dei corpi di polizia e di spionaggio, come Cia, Fbi e Nsa, al fine di ridurre il rischio di attacchi terroristici. Il governo degli Stati Uniti stabilì che Al Qaeda, diretta da Osama bin Laden, era responsabile dell’attentato dell’11 settembre e l’amministrazione Bush, oltre all’invasione dell’Afghanistan e al rovesciamento del governo dei talebani, approvò anche sanzioni economiche e interventi militari contro gli Stati sospettati di ospitare terroristi. Osama bin Laden fu uno dei terroristi più ricercati da parte degli Stati Uniti: restò latitante per tre mandati presidenziali Usa e fu infine trovato e ucciso il 1º maggio 2011 in un conflitto a fuoco ad Abbottabad, in Pakistan nel corso di un’operazione segreta ordinata dal presidente Barack Obama.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità

I commenti dei lettori