UCCISO A SPRANGATE/ Alatri, gli animalisti felici per la morte di Emanuele: era un cacciatore

- La Redazione

Emanuele Morganti, il ragazzo di vent’anni ucciso a sprangate, ha fatto la fine che meritava perché era un cacciatore e un pescatore. Lo dice un post pubblicato sui social network

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Immagine da facebook
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L’uomo è un animale come tutti gli altri no? Sono decenni che ce lo sentiamo dire. Anzi no scusate, gli animali sono meglio degli uomini perché uccidono solo per fame mentre noi esseri umani uccidiamo per divertimento. Peccato ci siano animali che divorano i loro cuccioli, tanti altri che uccidono per divertimento anche loro, per non parlare del miglior amico dell’uomo, il cane, che ammazza bambini e neonati come se fossero palloni da football solo perché si innervosisce o perché di fatto non gode di grande intelligenza checché se ne dica. La legge del giungla non è una invenzione di qualche buontempone, è una realtà durissima e sanguinaria. Ma da quando hanno preso piede tante favole new age che in realtà esprimono solo l’odio che gli uomini hanno verso se stessi, va di moda dire che gli esseri umani sono cattivi cattivi, così come sono in atto campagne di odio verso chi ancora osa mangiare bistecche o hamburger, invece di essere un vegano perfetto; si è arrivati a livelli che solo una ignoranza mostruosa possono giustificare. Tanto ormai le coppie non fanno neanche più figli, preferiscono avere il cane, mettono sulla scrivania in ufficio la foto del miglior amico dell’uomo: il bambino è una fatica e rompe con i suoi piagnistei, se la fa addosso, devi cambiargli il pannolino, urla perché ha fame, ha bisogno di un impegno 24h, il cane invece ubbidisce e non scassa i marroni. E’ la famiglia del terzo millennio: mamma, papà e animale. Alcuni messaggi postati sui social network esprimono l’imbarbarimento totale in cui siamo arrivati. Gli animalisti esultano per la morte a sprangate (che manco fosse stato un cane che anche lui ovviamente non lo avrebbe meritata ma immaginiamoci le dimostrazioni per le strade guidate dalla sciura Brambilla se fosse successo) di Emanuele Morganti il ragazzo di Alatri ucciso nei giorni scorsi. Il motivo? Era un cacciatore e un pescatore. Così si legge in un post pubblicato oggi dal Tgcom, la cui identità dell’autore è stata tenuta nascosta: “Beh sembrerò cinica ma quando un muore un cacciatore, ossia uno che non ha il minimo rispetto per la vita non provo nessuna pietà. Anzi, penso “uno di meno”. E non conta niente se c’ha 20 anni e se gli hanno fatto la pelle!! Lui la pelle l’ha fatta a tanti altri.. e la ruota gira”. Il ragionamento della tipa non fa una grinza, è infatti lo specchio abominevole di questi tempi di internet, dove la superficialità, l’ignoranza, l’istinto di pancia, ci porteranno presto ai lager, dove mettere i cattivi. Perché il mondo, lo sappiamo, non è fatto di esseri umani ma di animali. Siamo scimmie, uno di meno, e anzi ammazzatene qualcun altro se possibile di questi pescatori.

(Paolo Vites)

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