CONTROLLAVA LA MOGLIE CON UNA VIDEOCAMERA/ E la picchiava per scarse “attenzioni”, condannato 55enne

- La Redazione

Controllava la moglie con una videocamera: Palermo, condannato 55enne per maltrattamenti in famiglia. Le ultime notizie di oggi, 4 marzo 2017, sulla sentenza della Cassazione

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Cassazione - LaPresse

Maltrattava la moglie e come se ciò non bastasse la umiliava tenendola sotto controllo con una videocamera: la triste vicenda è accaduta a Palermo e ha portato alla condanna definitiva dell’uomo. La Cassazione non ha concesso attenuanti al 55enne, condannato a due anni e sei mesi di reclusione: la sentenza 8506 della Sesta sezione penale conferma la condanna emessa dalla Corte di Appello di Palermo il 21 aprile 2016. La Suprema Corte ha riconosciuto le condotte «umilianti, ingiuriose e violente» commesse da Vincenzo L.M., che privava la moglie anche delle risorse economiche per fare la spesa e per comprare i medicinali. La donna viveva in una condizione di continua prostrazione, anche quando il marito non era in casa, visto che era monitorata con una videocamera e un registratore. Il 55enne palermitano aveva così costruito «un regime di convivenza connotato da plurime e frequenti, dunque abituali, percosse, lesioni, ingiurie, minacce, privazioni e umiliazioni tali da cagionare alla vittima uno stato di prostrazione fisica e morale e da configurare appieno la fattispecie incriminatrice dei maltrattamenti in famiglia». Il marito ha provato a difendersi spiegando che la sua condotta era giustificata dal fatto che la moglie si comportava come una separata in casa e che le sue offese costruivano solo una risposta a quelle usate dalla donna. Vincenzo L.M. si era anche appellato alla sua condizione di incensurato e all’episodicità dei fatti pur di ottenere uno sconto della pena, ma la Cassazione non ha riconosciuto le attenuanti e lo ha anche condannato a pagare 1500 euro alla cassa delle ammende.



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