PM SUL CASSERO/ Gesù sodomizzato dalla croce? “Esprime le istanze culturali e sociali dell’associazione”

- La Redazione

Foto blasfeme Cassero di Bologna, pm chiede archiviazione per circolo Lgbt. La reazione dell’Avvenire, dell’Arcidiocesi e dei politici che presentarono la denuncia e ora potrebbero opporsi

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Cassero di Bologna

Il Cassero di Bologna, storico circolo Lgbt, è stato “assolto”: per il pm Morena Plazzi le foto che ritraevano Gesù sodomizzato dalla croce non sono offensive, quindi ha chiesto l’archiviazione del fascicolo. Gli atti contrari alla pubblica decenza sono stati depenalizzati: per il pm non è ravvisabile l’offesa alla religione «essendo le condotte stigmatizzate non rivolte a manifestare spregio e vilipendio del credo cristiano-cattolico, in quanto espressione, in forme certo criticabili per la qualità dei contenuti umoristico-satirici, delle istanze culturali e sociali promosse dall’associazione» riporta il Resto del Carlino. Questa decisione è destinata a far discutere. L’Arcidiocesi di Bologna non si è ancora espressa sulla scelta del pm, ma ha fatto sapere che una replica verrà pubblicata domani sul settimanale diocesano Bologna sette. Trapelano, però, come riportato dall’Avvenire, amarezza e rammarico per la decisione, pur nel rispetto della magistratura e del suo lavoro. E si torna a chiedere rispetto per i credenti, oltre che buon gusto. Valentina Castaldini, Galeazzo Bignami e Marco Lisei, che presentarono la denuncia, sono pronti ad opporsi. «Riteniamo ampiamente opinabile la scelta della Procura. Se fosse accaduto con qualsiasi altra religione o se ad essere stato vilipeso fosse stato il mondo Lgbt, avremmo visto manifestazioni in piazza di solidarietà alle minoranze offese» il commento del consigliere regionale Bignami. Castaldini, attuale portavoce Ncd, ha evidenziato il finanziamento pubblico delle attività del Cassero di Bologna: «Questo non è umorismo ma un’offesa profonda che ferisce tante persone che credono e chiedono, quantomeno, di utilizzare soldi pubblici in modo socialmente utile». 

La bufera sul circolo omosessuale legato all’Arcigay, il Cassero di Bologna, è scoppiata quando hanno pubblicato una locandina che ritraeva tre giovani travestiti da Gesù e due ladroni intenti a mimare atti sessuali tra loro servendosi di una croce. Non sembra essersi trattato di un semplice incidente, perché gli ideatori spiegarono che «quel gesto rappresenta una liberazione rispetto a un simbolo che quelle persone percepiscono come oppressivo». Energica, come riporta l’Avvenire, fu la protesta del cardinale Caffarra, arcivescovo di Bologna e con lui anche tanti italiani non credenti. Il pm Morena Plazzi, però, ha chiesto di archiviare il caso perché quelle espressioni non erano rivolte a «manifestare spregio e vilipendio del credo cristiano». Duro il commento del quotidiano: «Un manifesto blasfemo per il pm non aveva intenzione di offendere. Ma ciò non rende giustizia alla fede dei cristiani, alla religione e al comune sentire dei cittadini».

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