GENITORI SEPARATI/ I figli? Non si può impedire che frequentino il nuovo partner dell’ex

- La Redazione

I genitori separati non possono impedire al figlio di frequentare il nuovo partner dell’ex: due sentenze del tribunale di Milano riconoscono la “tutela giuridica” della nuova coppia

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Due recenti sentenze del tribunale di Milano relative alle separazioni stabiliscono che un genitore separato non ha il diritto di impedire ai propri figli di frequentare il nuovo partner dell’ex coniuge. Si tratta di un effetto della legge Cirinnà del 2016, che oltre alle unioni civili riconosce anche le coppie di fatto. Come scrive Franco Vanni su Repubblica, la prima sentenza sul tema è dell’ottobre 2016: “La legge 76 del 2016 (la Cirinnà, ndr) riconosce tutela giuridica alla coppia composta da uno dei genitori separati e dal suo nuovo partner. E pertanto impedire all’ ex coniuge di far frequentare i figli all’ attuale convivente costituirebbe violazione di questo riconoscimento legislativo e di questa tutela costituzionale”. La seconda sentenza invece è di quest’anno e risale al 18 gennaio: “Il giudice Laura Stella precisa che va rigettata la domanda del genitore volta ad ottenere che il Tribunale inibisca i contatti tra i figli comuni e il nuovo partner dell’altro genitore, anche quando il rapporto fosse già in atto durante il matrimonio”. C’è quindi anche un riferimento esplicito alla “relazione extraconiugale”: così se uno dei due coniugi lascia l’altro e si mette con l’amante, questi ha il diritto di frequentare i figli della coppia.

Le due sentenze del tribunale di Milano che sanciscono che un genitore non possa impedire al nuovo partner dell’ex compagno di frequentare il figlio, nemmeno nel caso si trattasse di una relazione extra-coniugale durante il matrimonio, faranno probabilmente discutere. Come leggiamo su La Repubblica, il giudice civile Giuseppe Buffone di Milano ha commentato così questa decisione del tribunale della sua città: “La Cirinnà mette in chiaro che anche una coppia non fondata sul matrimonio è tutelata e rilevante. In passato la giurisprudenza, in assenza del riconoscimento della convivenza di fatto, spesso adottava la formula “avrà cura di non fare frequentare il convivente ai figli” in molti provvedimenti di separazione”. Franco Vanni riporta anche l’opinione dell’avvocata Laura De Rui, fra i fondatori della Camera minorile di Milano: “La frequentazione di un nuovo compagno va esclusa quando i bambini non abbiano avuto tempo di metabolizzare la separazione . I tempi e le modalità dipendono dal singolo bambino». Per Marisa Malagoli Togliatti, professoressa di Psicoterapia alla Sapienza, «per i figli è importante che la nuova relazione sia stabile. E va consentito ai minori di adeguarsi ai nuovi rapporti affettivi con i tempi psicologici propri della loro età”.

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