IL MURO DI TREVISO / Quartiere Santa Bona, un ‘bunker’ per difendere la ‘borghesia’ come Trump?

- La Redazione

Il muro di Treviso, Quartiere santa Bona: fortino-bunker per limitare la borghesia dal resto del quartiere. Ultime notizie e il rischio di un “Trump” nostrano, oggi 5 marzo 2017

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Donald Trump (Foto:Lapresse)

Il Messico non è poi così lontano. A Treviso va in scena un’altra puntata della saga “muri cittadini” con le ultime notizie che arrivano al capoluogo di provincia veneto che fanno certamente discutere. Un muro invalicabile piazzato nel quartiere Santa Bona di Treviso, nel centro città, che delimita il Borgo San Martino, residenza della borghesia cittadina come medici, professionisti e piccola-media borghesia. Lo “scandalo” arriva perché all’interno del muro di tre metri che delimita il Quartiere Santa Bona non ci sono ricchi, vip, politici o calciatori, ma la semplice piccola borghesia di Treviso che vuole cosi difendersi dalla criminalità; l’ ideatore e costruttore del borgo, Remo Berno, ha parlato con la Stampa raccontando come il futuro sarà dei «Villaggi chiusi». «Quando abbiamo fatto i colloqui per proporre gli alloggi, gli aspiranti non sono stati colpiti dalla video-sorveglianza o dal muro anti-intrusione: volevano tranquillità e garanzie sui loro coinquilini».

Ovviamente il bunker viene rigettato da larga parte della popolazione locale, con il presidente di Italia Nostra, Romeo Scarpa, che denuncia «l Comune non doveva rilasciare il permesso per il muro: quel tipo di recinzione non è previsto dai regolamenti urbanistici e non si doveva creare il precedente. Chi vi abita mi fa tenerezza: si è tanto gridato al lupo da riuscire a impaurire la gente, mentre la realtà parla di criminalità sotto controllo». Una volontà di sentirsi sempre più sicuri e in un vicinato “conosciuto” e soprattutto simile: chiaro, non stiamo parlando del muro in Messico che Trump vuole costruire per non fare entrare i clandestini messicani ma l’intenzione di mettere al riparo la proprio “cultura” intesa come abitudine borghese e quotidiana, forse fa volgere la testa di là dall’Oceano. A La Stampa il professore di Sociologia all’Università di Padova, Stefano Allievi, sottolinea: «La sicurezza non è l’ unico aspetto: c’ è una tendenza progressiva ad immaginare la città un insieme di luoghi separati: quello per lo svago, per il lavoro, per la terza età. Esperienze di villaggio – fortino – all inclusive, tanto care a chi insegue il sogno piccolo borghese, che spesso si sperimentano in vacanza per poi replicarle a casa».



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