IMPRESA ALL’ESTERO CON I SOLDI PUBBLICI?/ Caso K-Flex, chiude e licenzia in Italia, ma apre all’estero

- La Redazione

Lavoratori K-Flex, continua la protesta davanti ai cancelli della fabbrica in Brianza. Questa mattina l’incontro con Luigi Di Maio del Movimento 5 stelle (5 marzo 2017)

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Luigi Di Maio (Foto: LaPresse)

Centottantasette lavoratori della K-Flex di Roncello, in Brianza, il colosso della gomma plastica sono stati licenziati dopo quarantadue giorni di protesta davanti ai cancelli della nota fabbrica. I lavoratori sono rimasti accampati giorno e notte nelle tende, anche l’incontro al ministero dello Sviluppo economico è fallito, bisognerà capire dall’istruttoria dove sono finiti i dodici milioni di euro di finanziamenti pubblici dati al colosso mondiale della chimica che ha deciso di smantellare l’intero edificio, mandando a casa i lavoratori. Secondo quanto riferisce La Repubblica, secondo i lavoratori pare che questi soldi siano stati utilizzati per investimenti all’estero (dovevano restare sul suolo italiano), ma mancano addirittura altri ventitré milioni di euro che la proprietà K-Flex ha deciso di investire in Malesia, in Cina, negli Emirati Arabi Uniti e a Hong Kong, considerando che l’azienda ha anche due sedi operative in Polonia, il ministero dello Sviluppo ha aperto un’istruttoria.

Quarantadue giorni di presidio davanti all’azienda K-Flex da parte dei lavoratori licenziati dal colosso della gomma plastica, con lo smantellamento immediato dell’intero edificio. Questa mattina a portare la sua solidarietà agli operai è stato Luigi di Maio del Movimento 5 stelle, che ha deciso di sentire le ragioni dei lavoratori licenziati. Il sindaco della zona ha deciso di abolire le rette del nido, della scuola e della mensa per le famiglie che si trovano a lottare per il posto di lavoro, sono ben venticinque i cittadini della zona di Vimercate che vogliono aiutare le persone che sono rimaste senza stipendio. Davanti ai cancelli di Via Da Vinci in questi quarantadue giorni sono arrivati anche operai di altre aziende, una sorta di solidarietà per far passare il messaggio ‘Siamo con voi’. I lavoratori hanno presidiato la zona per evitare che venissero smantellati i macchinari per portarli all’estero, visto che la K-Flex è un’azienda che vanta negli Stati Uniti una nuova unità produttiva, proprio mentre in Brianza accade tutto questo.

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