SARA CAPOFERRI /Graziano, il testimone che l’ha ritrovata ospite a Pomeriggio 5 (6 marzo 2017)

- La Redazione

Sara Capoferri, ultime news: trovata la donna 37enne scomparsa 11 giorni fa. Si era allontanata volontariamente ma sta bene. Ancora alcuni aspetti poco chiari nella vicenda.

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Sara Capoferri

Sara Capoferri è stata ritrovata nel pomeriggio di sabato grazie alla segnalazione fatta ai Carabinieri da un testimone. Questa persona sarà oggi in collegamento con Barbara D’Urso per raccontare quei momenti in cui ha interagito con la trentasettenne di Brescia scomparsa da casa una decina di giorni fa e ritrovata a Rezzato, un paese a una trentina di chilometri da Berlingo, dove era stata ritrovata la sua auto, data alle fiamme. La donna, che ha ammesso di essersi allontanata volontariamente, era stata vista prima in un bar e poi in un’auto nel campo dove è stata bloccata dai carabinieri. La trentasettenne è stata poi condotta a Chiari per un interrogatorio che facesse luce sugli aspetti poco chiari della sua fuga. La Capoferri, madre di una ragazza di 16 anni, aveva fatto perdere le sue tracce nella notte tra il 21 e il 22 febbraio, dopo aver lasciato gli amici con cui aveva trascorso la serata. Nel 2011 era già scappata di casa, ma era stata ritrovata 48 ore dopo. L’uomo che l’ha ritrovata era in compagnia di un amico e dopo aver allertato le forze dell’ordine ha cercato di prendere tempo per far sì che la donna, rimasta impantanata con l’auto in un campo, non si allontanasse. Graziano ha raccontato che la donna non era da sola e che con l’arrivo dei carabinieri è arrivata anche la sorella di lei, che è scoppiata a piangere. Insieme a Sara Capoferri c’era un uomo di circa 45 anni, forse bresciano, che ha detto di non sapere nulla della scomparsa della Capoferri.

Ha vagato per giorni, Sara Capoferri, prima del ritrovamento avvenuto ieri sera, dopo 11 giorni di preoccupazione da parte della sua famiglia. Agli inquirenti, subito dopo il ritorno a casa, la mamma 37enne ha dichiarato: “Volevo cambiare vita, mollare tutto e diventare una clochard”. E’ quanto reso noto dal quotidiano Cronaca di Brescia che ha anche ripreso le dichiarazioni del padre di Sara, Pier Antonio Capoferri, che oggi rivela come nel corso dei lunghi 11 giorni di sparizione della figlia, in preda agli incubi ha spesso dovuto prendere anche dei calmanti. Il padre di Sara ha raccontato che durante la sua assenza, la donna le ha detto di aver dormito molto. “Mi ha spiegato che in questi giorni è sprofondata spesso in un sonno profondo”. Evidentemente, a detta dell’uomo, la 37enne avrebbe perso coscienza della grande preoccupazione derivante dalla sua sparizione misteriosa. “Voleva isolarsi e non pensare alla figlia, a me, alla mamma e alla sorella”, è l’ipotesi del padre, il quale sa oggi che la strada è ancora tutta in salita. Da questo momento, infatti, l’intera famiglia dovrà dare il giusto supporto a Sara Capoferri, affinché possa trovare di nuovo un senso alla sua esistenza. “Dovremo dare ancora più affetto perché mia figlia, fuggendo, ha manifestato il suo desiderio di attenzioni”, ha aggiunto l’uomo, il quale stava ormai per perdere le speranze. Al padre, Sara Capoferri ha raccontato di aver avuto voglia di mollare tutto, dalla casa alla figlia: “Voleva fuggire dalle sue paure di non essere all’altezza delle nostre aspettative e di quelle di sua figlia”, ha chiosato Pier Antonio Capoferri.

Il giallo attorno alla scomparsa di Sara Capoferri, la mamma 37enne di Palazzolo della quale si erano perse le tracce dallo scorso 21 febbraio, si è concluso fortunatamente nel migliore dei modi. La donna è stata rintracciata ieri alle porte di Rezzato, dopo 11 giorni di silenzio. Sara sta bene, come rivela il quotidiano Cronaca di Brescia e ai militari del 112 ha raccontato (quasi) tutta la verità attorno alla sua sparizione, del tutto volontaria e che non avrebbe visto il coinvolgimento di altre persone. I Carabinieri, in realtà, erano già sulle sue tracce ma a permettere il ritrovamento, nel tardo pomeriggio di sabato, è stata la segnalazione di un indiano di Prevalle che l’avrebbe riconosciuta mentre prendeva un caffè in un bar a Rezzato. Al momento del ritrovamento si trovava insieme ad un amico all’interno della sua auto rimasta impantanata nel fango. Il comandante dei Carabinieri di Chiari, il capitano Stefano Giovino, al termine dell’interrogatorio di Sara Capoferri ha confermato la fuga volontaria della donna, la quale ha spiegato il bisogno di voler stare da sola per alcuni giorni per riflettere. Una spiegazione che in parte era giunta subito dopo la sua scomparsa, quando agli amici aveva rivelato il medesimo desiderio. Al momento la 37enne non rischierebbe alcuna denuncia ma dovrà ancora spiegare agli inquirenti alcuni aspetti della sua sparizione che ha ovviamente destato non poca preoccupazione presso i familiari e gli amici. Innanzitutto, la giovane madre di una ragazza 16enne dovrà chiarire come mai, pur sapendo delle copiose ricerche in corso, non abbia chiamato la famiglia o le Forze dell’Ordine per avvertire che voleva stare da sola. Poco chiaro anche il modo in cui Sara sia arrivata a Rezzato, distante 18 Km dal luogo della scomparsa. Lei ha asserito di aver preso un autobus ma non si esclude che possa essere stata aiutata da qualcuno. Dovrà chiarire la sua posizione anche chi l’ha finora ospitata. Intanto, oltre alla soluzione del principale giallo legato alla scomparsa di Sara Capoferri, sembra essere in parte chiarito anche quello relativo all’auto della donna, trovata a Berlingo semibruciata. Sara ha raccontato che la notte del 21 febbraio, mentre vagava senza meta e dopo una lite avuta al telefono con la figlia, sarebbe rimasta senza benzina. Avrebbe quindi deciso di lasciare la vettura nel terreno dove poi è stata rinvenuta, con un cartello con la scritta “guasta”. Successivamente qualcuno, probabilmente un vandalo, avrebbe tagliato una delle gomme e dato alle fiamme l’auto, aspetto sul quale sono attualmente in corso le indagini.

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