LUCA VARANI / La madre della vittima: “Quei mostri hanno infangato la sua memoria” (Oggi, 6 marzo 2017)

- La Redazione

Luca Varani, ultime news: il delirante piano omicida messo a punto da Manuel Foffo e Marco Prato per eliminare il padre del primo, prima del delitto del 23enne.

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Luca Varani

Il dolore per la morte di Luca Varani resta immenso per i genitori del 23enne ucciso il 4 marzo dello scorso anno, secondo l’accusa da Manuel Foffo e Marco Prato. Il padre Silvano ha espresso tutto il suo strazio al settimanale Giallo: “Nostro figlio è morto per mano di due balordi”, ha dichiarato. Nonostante questo però, il ricordo del giovane non può essere cancellato. Lui, considerato dallo stesso Marco Prato un ragazzo solare e che rideva sempre, ben lontano dalla mattanza che ha messo fine alla sua giovane vita. A parlare al medesimo settimanale è stata anche la madre di Varani, Silvana, nella quale c’è anche molta rabbia oltre all’immenso dolore: “Quei mostri sono stati capaci di infangare la sua memoria”, ha dichiarato. A detta della donna, il figlio non avrebbe partecipato ad alcun festino o notte brava. “Luca quella maledetta mattina è uscito di casa per andare a lavorare”, ha detto la donna. Proprio nel tragitto sarebbe stato raggiunto dalla telefonata dei suoi assassini. “Arrivato in quell’appartamento è stato subito massacrato. Altro che festino! Luca non ha preso parte ai bagordi di quegli screanzati”, ha aggiunto la madre di Varani, augurandosi il carcere a vita per Foffo e Prato perché “potrebbero fare altre vittime”.

A breve prenderà il via il processo a carico di Marco Prato, colpevole per l’accusa del delitto di Luca Varani insieme a Manuel Foffo. Quest’ultimo è già stato giudicato nei giorni scorsi e condannato a 30 anni di reclusione con rito abbreviato per il delitto del 23enne romano. La pena massima prevista dal procedimento scelto dalla difesa di Foffo ma che però non ha previsto l’aggravante della premeditazione, non riconosciuta dal giudice. Eppure, come ribadisce il settimanale Giallo, i discorsi tra i due presunti assassini prima della mattanza a scapito di Luca Varani dimostrerebbero tutto il contrario. Quella voglia di uccidere, tanto da chiamare in ballo addirittura il padre di Manuel Foffo, potenziale vittima di un inquietante progetto che prevedeva addirittura il cambio di sesso di Marco Prato, e poi la ricerca in auto, per l’intera notte, nel giro della prostituzione romana, di una vittima per soddisfare le fantasie di Manuel Foffo, ovvero quelle di prendere con la violenza qualcuno. Infine il pensiero che va a Luca Varani, come vittima designata. Non è tutto questo un indizio gravissimo di premeditazione? Domanda che non rivolge solo il settimanale ai suoi lettori ma anche gli stessi genitori del povero Luca, chiamato per un “gioco” e finito in modo violento e terribile dopo una lunga agonia.

Ci sarebbe una fantasia perversa dietro l’omicidio di Luca Varani. E’ quanto emerso dall’interrogatorio a Marco Prato, prima della chiusura delle indagini e rivelato in esclusiva dal settimanale Giallo. Oltre al piano diabolico pensato da Manuel Foffo ed al quale avrebbe dovuto prender parte lo stesso Prato, relativo all’uccisione del padre del primo, Marco avrebbe reso noto anche la fantasia che aveva colto Manuel la sera prima del delitto di Luca Varani: trovare una vittima da “stuprare”. Una verità shock, emersa dalle parole di Marco Prato, che ai magistrati, in carcere, lo scorso dicembre ha raccontato cosa accadde nei momenti precedenti all’arrivo di Luca Varani nell’appartamento al Collatino. “Abbiamo fatto il giro della prostituzione romana”, ha rivelato Prato. Poi i due sarebbero rincasati intorno alle 6:30. Da quel momento sarebbe partito il piano che avrebbe coinvolto il povero 23enne: “Ho chiamato Luca per fare un gioco”. A detta di Marco Prato, la vittima era un ragazzo sempre solare. “Luca era la vittima designata perché era l’unico ragazzo reperibile in quell’orario. Era l’unica persona reperibile per la fantasia di Manuel”, ha rivelato Prato. Poi però, quell’assurdo quanto orrendo “gioco” si sarebbe trasformato in qualcosa di ancora più terribile, quella che è stata definita una vera e propria mattanza.

Nei giorni scorsi la famiglia di Luca Varani ha celebrato una triste ricorrenza, in occasione del primo anniversario del delitto del 23enne, massacrato – secondo l’accusa – da Marco Prato e Manuel Foffo il 4 marzo 2016. In concomitanza con questa ricorrenza, è giunto uno scoop che sta facendo tremare la Roma amante dei festini gay: il settimanale Giallo ha infatti rivelato la sieropositività di Marco Prato, il 30enne a processo con rito ordinario per l’omicidio di Luca Varani. Dopo la clamorosa rivelazione, il medesimo settimanale diretto da Andrea Biavardi ne ha resa nota una seconda, dai contorni inquietanti e che contribuirebbe a gettare nuove ombre sulle vite di Prato e di Manuel Foffo, già condannato a 30 anni di reclusione in primo grado, avendo optato per il rito abbreviato. Nell’ultimo interrogatorio al quale Marco Prato si sottopose, lo scorso 9 dicembre, prima della chiusura delle indagini e del loro rinvio a giudizio, il giovane dal carcere Regina Coeli dove è detenuto rivelò una verità shock. Si tratta dell’assurdo piano che lui e Manuel avevano progettato la notte prima dell’omicidio di Luca Varani. Nei loro piani omicidi, infatti, era finito anche il padre di Manuel, Valter Foffo. “Manuel mi considerava la sua fonte di guadagno. Lui avrebbe investito su di me. Lui avrebbe avuto un ingente guadagno dalla morte del padre”, ha rivelato Prato al giudice nel corso della sua ultima occasione per dire la verità. Quella emersa è una storia agghiacciante che non era mai trapelata prima d’ora e che contiene una serie di particolari inquietanti. A detta di Marco Prato, lui avrebbe dovuto cambiare sesso al fine di sedurre il padre di Manuel Foffo, da sempre attratto dalle donne. Una decisione che avrebbe comportato ovviamente un processo molto lungo, dall’assunzione di farmaci all’operazione chirurgica. “Io ho assecondato il progetto di Manuel di uccidere il padre perché tale cosa era subordinata al mio cambio di sesso, sapendo che il processo era molto lungo”, ha dichiarato il 30enne. Nonostante questo lui avrebbe comunque potuto lavorare ai suoi progetti di natura economica. Un piano diabolico, dunque, quello messo a punto dai due giovani prima dell’uccisione di Luca Varani, in una notte dominata dall’uso e dall’abuso di alcol e droga. “Lui ha alimentato un progetto che io avevo già in mente”, ha poi aggiunto Marco Prato nel suo delirante interrogatorio, rivelando la sua intenzione di cambiare sesso e di andare in Thailandia per questo motivo. Sempre in merito al progetto di uccidere il padre di Manuel Foffo, l’amico e complice ha poi commentato: “Lui aveva degli occhi irriconoscibili, diversi da quelli che aveva prima ma uguali a quelli che aveva quando aveva martello e coltello ed era su Luca Varani”. Il discorso su quel progetto folle durò oltre un’ora. Per lui non era impensabile il progetto avanzato da Foffo quanto piuttosto il modo: a sua detta, il cambio di sesso non era possibile in quanto i suoi genitori erano contrari.

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