CROCIFISSO VIA DAI SEGGI/ Magistrato, “simbolo anti-laicità”: nell’urna però Dio ti vede, lo scrutatore no…

- La Redazione

Crocifisso via dai seggi, la scelta del magistrato dopo il caso (finto) di Sassuolo: “è un simbolo anti-laicità” e come tale va tolto da ogni ufficio pubblico. L’equivoco su imparzialità

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Immagini di repertorio (LaPresse)

Anni dopo la questione è sempre la stessa: sì o no per un crocifisso nei luoghi pubblici o negli uffici pubblici? Dopo i tanti casi e le tante decisioni della magistratura, l’ultimo caso arriva dall’Emilia Romagna, precisamente da Sassuolo. I fatti, in particolare, delineano subito la vicenda: in un istituto superiore di Sassuolo viene raccontato dalla denuncia di un rappresentante di lista leghista come durante le elezioni politiche del 2018 una scrutatrice del centrosinistra aveva chiesto durante il voto di poter togliere il crocifisso all’aula delle urne, con il presidente dei seggio (suo figlio) che aveva subito acconsentito. Peccato che la storia si rivelò quasi subito come falsa, stabilito anche dalla magistratura che accusò il leghista di una calunnia. I testimoni presenti giurarono infatti che in quell’aula il crocifisso era già assente. Ma intanto il caso si era talmente ingigantito che il punto della quesitone è diventato subito un altro: se ci fosse stato, sarebbe stato giusto togliere quel crocifisso oppure si doveva lasciarlo senza toglierlo dal muro?

Considerando l’aula scolastica come in quel momento solo un seggio elettorale, la decisione del magistrato è stata quella di confermare la “linea” della scrutatrice, arrivando dunque a dire che durante le elezioni va garantita a chi vota la laicità e l’imparzialità dello stato italiano. Al netto dunque della bufala legata a questo fatto di Sassuolo, il caso resta assai interessante sul punto di vista sociale e perché no anche penale per le possibili prossime vicende simili. Non c’è d’altro canto nessuna norma che vieta in modo espressamente chiaro, oppure permette con altrettanta certezza, la presenza o meno del crocifisso in un’aula: uno scontro ideologico senza pari che non viene ancora risolto e che potremmo chiudere con uno dei più geniali cartelli di propaganda durante le prime elezioni libere post- seconda guerra mondiale: «Dio nell’urna ti vede Stalin no». In questo caso potremmo dunque seguire fino in fondo la legge italiana, arrivando però al vicolo cieco della definitorietà della norma, oppure appurandosi che nel segreto dell’urna “Dio ci vede, gli scrutatori no”….



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