GLORIA ROSBOCH / Gabriele Defilippi e le lettere d’amore delle sue ammiratrici (Oggi, 9 marzo 2017)

- La Redazione

Gloria Rosboch, ultime news: il caso diventa mediatico, doppio processo anche sui social sui quali intervengono Caterina Abbattista e il fratellino di Gabriele.

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Gloria Rosboch

Attorno al caso di Gloria Rosboch, in questi lunghi mesi dall’inizio dell’inchiesta si è spesso parlato della figura di Gabriele Defilippi, l’ex studente killer che avrebbe prima truffato e poi ucciso la professoressa di Castellamonte. Nonostante questo però, avrebbe anche attratto numerose donne, affascinate dal suo modo di essere. Tra loro ci sarebbe anche Lucia da La Spezia, autrice di una lettera ricca di cuoricini, fiori e labbra disegnate ma anche di tante parole d’amore. Lo rivela La Sentinella del Canavese che riporta anche le frasi contenute nella missiva d’amore indirizzata a Gabriele: “Tu riempi le mie notti e i miei sogni e non credo che tu sei cattivo e un assassino come hanno scritto i giornali”. Sebbene il giovane abbia confessato l’omicidio di Gloria Rosboch, c’è ancora chi vuole difenderlo ad ogni costo, ribadendo la sua innocenza. “Penso che qualcuno ti abbia obbligato a farlo”, scrive la ragazza – solo una delle tante -, conscia però del suo amore impossibile e proibito. La stessa Lucia, alla quale l’assassino reo confesso di Gloria non avrebbe mai risposto, avrebbe anche manifestato la sua preoccupazione per le condizioni di salute di Gabriele: “Spero che i dottori lo dicano e tu possa uscire presto di prigione”, scrive. Oltre alle lettere, sul web sono sorte nel frattempo anche numerose pagine in sostegno di Defilippi, almeno tre secondo il quotidiano locale.

Il processo per l’omicidio di Gloria Rosboch viene giocato ormai praticamente in due binari, come spesso accade ai casi di cronaca più eclatanti degli ultimi 20 anni: un binario “doppio” viene definito da Stefano Caniglia, avvocato dei genitori di Gloria e fortemente polemico verso le esternazioni nelle ultime settimane in diretta tv della mamma di Gabriele Defilippi, quella Caterina Abbattista anche lei accusata ma in concorso di omicidio. «Il mio ruolo oggi comprende anche questo. Il processo mediatico non lo scegli, ma lo subisci, e non hai alternative», racconta a Repubblica il legale dell’accusa contro Obert e Defilippi. Gli fa eco il collega della controparte che però ammette come il circo meditato sia paradossalmente “necessario” in alcuni momenti: «Prima di questo caso ero scettico: “I processi si fanno in aula” mi ripetevo. È stata però la mia cliente a chiedermi, aiuto perché la stavano massacrando. E allora ho compreso che il circo mediatico ha una sua rilevanza: non sul giudizio dei giudici, ma per la dignità del tuo cliente. Che almeno in tv ha il diritto di gridare all’errore o all’ingiustizia subita. Questo è un tema nuovo, ma ora noi avvocati dobbiamo fare i conti anche con l’impatto “sociale” e “mediatico”, e imparare a gestire anche questo aspetto sempre più imprescindibile», racconta l’avvocato di Caterina, Tommaso Levi.

Il caso sul delitto di Gloria Rosboch, la professoressa 49enne di Castellamonte uccisa il 13 gennaio di un anno fa dal suo ex studente, Gabriele Defilippi, con la collaborazione – secondo l’accusa – di Roberto Obert, continua a tenere banco non solo sulle pagine di cronaca nazionale. Da alcuni giorni, infatti, si è aperta l’udienza preliminare a carico dei presunti responsabili del delitto che ha acceso il dibattito dell’opinione pubblica su vari aspetti, a partire dalla richiesta di perizia psichiatrica accettata di recente dal giudice, a carico dell’assassino reo confesso 22enne. Il delitto di Gloria Rosboch, dunque, è spesso entrato nelle case degli italiani attraverso i numerosi programmi tv che hanno dedicato al caso ampio spazio, con testimonianze ed interviste, le ultime con protagonista proprio la madre di Gabriele Defilippi, Caterina Abbattista. Anche quest’ultima risulta imputata nell’ambito del processo sull’omicidio della professoressa 49enne, con l’accusa di concorso in omicidio. Repubblica.it, nell’edizione torinese, di recente ha riacceso i riflettori sul giallo di Castellamonte, basando la sua attenzione su un processo parallelo, quello che si sta celebrando da mesi sui social network e che vede il popolo del web eternamente diviso tra innocentisti e colpevolisti. E così c’è chi è certo della colpevolezza di Caterina Abbattista e chi invece dopo le sue parole drammatiche in diretta tv la difende. E c’è anche chi ostenta una certa sicurezza nel ribadire l’innocenza del più giovane dei protagonisti di questa cupa vicenda, Gabriele Defilippi, preoccupandosi della sua posizione e della perizia psichiatrica a suo carico. Non è un caso se subito dopo il suo arresto, ad un mese dall’omicidio di Gloria Rosboch, su Facebook pullulavano pagine su pagine realizzate proprio in difesa ed a sostegno del 22enne dal volto camaleontico ma che proprio nell’ultimo periodo sarebbe apparso del tutto diverso da quel ragazzo sicuro e forte che avevamo imparato a conoscere all’inizio della vicenda. Con la nuova attenzione che ha riconquistato il caso dopo l’udienza preliminare a carico dei presunti responsabili, anche su queste pagine social si è riaccesa la discussione. Come sottolinea il quotidiano nella sua versione online, non si tratta solo di fan innamorate o ragazzine coetanee dell’assassino reo confesso, ma anche donne (piemontesi e non). Tanti coloro che partecipano alle discussioni al solo scopo di commentare il caso e tra i vari nomi, non di rado spunta anche quello del fratellino minore di Gabriele, così come quello di Caterina Abbattista. Soprattutto dopo la fine dei suoi domiciliari, la donna è tornata attiva sui social e sotto la foto del figlio in manette commenta: “Non smetterò mai di volerti bene. Sei mio figlio e non importa se il mondo non lo comprende. Io ascolto Dio”. Intanto, il caso di Gloria Rosboch è diventato inevitabilmente mediatico e questo ha portato addirittura all’intervento dell’Unione camere penali che nei giorni scorsi ha affrontato il problema. L’associazione forense, con un comunicato ha dovuto così bloccare una trasmissione tv al fine di evitare possibili influenze sul perito chiamato a svolgere la perizia psichiatrica su Gabriele Defilippi, dalla quale ovviamente dipenderanno le sorti (giudiziarie e non solo) del 22enne.

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