Jihadisti Venezia/ Arjan Babaj, il padre: “E’ innocente”. L’ex datore di Haziraj denunciato per lavoro in nero

- La Redazione

Jihadisti Venezia, parla il padre del presunto terrorista Arjan Babaj: “innocente”. L’ex datore di Dake Haziraj denunciato per lavoro in nero. Oggi, 1 aprile 2017

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Il "Califfo" Al Baghdadi (LaPresse)
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Non parlano i tre presunti jihadisti dell’Isis arrestati a Venezia. Per loro lo fa il padre di quello che è ritenuto l’ideologo del gruppo, Arjan Babaj, Bedri. Nel suo paese l’uomo, come riporta Il Gazzettino, ha rilasciato un’intervista all’emittente Klan Kosova, difendendo il figlio e gli altri: “Sono sicuro che è innocente, le accuse contro di lui e i suoi amici sono completamente infondate”. Durante il talkshow Info Magazine Bedri Babaj ha dichiarato di essere “indignato e infuriato” per le contestazioni che sono state rivolte ad Arjan. “Non crederò mai che abbia pianificato un attentato – ha spiegato il padre del kosovaro -. In dieci anni che è là, mio figlio non ha mai avuto una denuncia e non ha mai fatto del male a nessuno. Forse questo è solo il tentativo di rendere sensazionale l’arresto. Come possono definire “terroristi” dei giovani lavoratori?”. Il padre di Arjan Babaj ha poi raccontato che il figlio avrebbe iniziato ad andare in moschea a Mestre con i suoi amici sei anni fa. L’uomo ha sottolineato di non conoscere il ragazzo minorenne ma gli altri due arrestai: “Aono stati anche a casa mia e una volta li ho accompagnati all’aeroporto. Sono sicuro che non hanno fatto niente”.

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Denunciato per averli fatti lavorare in nero e costretto a pagare sanzione e contributi mancanti. E’ questa l’odissea che sta vivendo, come racconta su Il Gazzettino, Gabriele Dal Moro, il titolare che aveva assunto due dei tre presunti jihadisti di una cellula terroristica dell’Isis che avrebbe voluto compiere un attentato a Venezia. I tre kosovari arrestati sono Fisnik Bekaj, Dake Haziraj e Arjan Babaj. Due di loro, Fisnik Bekaj e Dake Haziraj, avevano lavorato per Dal Moro nella sua attività di pasta fresca ‘Take away’ a Venezia, tra il 2013 e il 2015. Haziraj, nel periodo di lavoro alle dipendenze di Dal Moro si è reso protagonista di alcuni episodi di violenza contro clienti e colleghi: il titolare decise quindi di licenziarlo e denunciarlo. Poi però è stato lo stesso titolare ad essere accusato, dopo la denuncia di alcuni dipendenti all’Ispettorato del lavoro, ad essere accusato di aver fatto lavorare i kosovari in nero. Al commerciante è arrivata quindi una prima sanzione di 5mila euro (pagata) e una seconda di 26mila euro (ancora non pagata e nel frattempo triplicata). E pure l’Inps ha chiesto a Dal Moro mancati contributi, per le ore in nero che i kosovari hanno denunciato di aver lavorato, per un importo di 48mila euro. Anche in questo caso il pagamento è fermo e Gabriele Dal Moro spera che, dopo il loro arresto, le testimonianze dei due presunti jihadisti possano essere riconsiderate.

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