LA LAVANDERIA DI PAPA FRANCESCO/ Come funziona? Da oggi possono usarla senzatetto e poveri

- Silvana Palazzo

La Lavanderia di Papa Francesco a Roma: da oggi, lunedì 10 aprile 2017, senzatetto e poveri possono lavare e asciugare i propri vestiti e coperte. Il servizio voluto dal pontefice è gratuito

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Papa Francesco (LaPresse)

Papa Francesco ha mantenuto la sua promessa: a Trastevere ha aperto la lavanderia per le persone più povere, in particolare i senzatetto. È entrata in funzione oggi all’interno del Centro Genti di Pace della Comunità Sant’Egidio, presso l’antico complesso ospedaliero del San Gallicano. Il pontefice ha voluto dare concretezza all’esperienza del giubileo della misericordia e dal suo invito è nata questa iniziativa. La “Lavanderia di Papa Francesco“, come spiegato dall’Elemosineria apostolica in una nota, sarà gestita proprio dall’associazione di volontariato sopracitata, che si occupa da più di dieci anni anche di accoglienza e assistenza alle persone più povere. Ora potranno lavare, asciugare e stirare i propri indumenti e coperte gratuitamente. Nei prossimi mesi, invece, potranno usufruire di altri servizi: docce, barberia, guardaroba, ambulatori medici e distribuzione generi alimentari di prima necessità. 

-Per la Lavanderia di Papa Francesco sono state messe a disposizione sei lavatrici e altrettante asciugatrici di ultima generazione, oltre a relativi ferri da stiro. La donazione è stata effettuata dalla multinazionale Whirlpool Corporation. Il progetto è stato, però, condiviso e coordinato dal gruppo Procter & Gamble, che già da due anni regala rasoi e schiuma da barba alla “Barberia dei poveri” del Colonnato di San Pietro. Questo stesso gruppo ha garantito che si occuperà della fornitura completa e gratuita dei detergenti per il bucato. La lavanderia rappresenta un luogo e un servizio «per dare forma concreta alla carità e al tempo stesso intelligenza alle opere di misericordia per restituire dignità a tante persone che sono nostri fratelli e sorelle, chiamati con noi a costruire una “città affidabile”». Una delle difficoltà maggiori per i senza fissa dimora è, infatti, oltre a quella di trovare da mangiare e un posto dove dormire, anche quella di lavare e asciugare gli abiti indossati.



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