21ENNE SGOZZATO/ Milano: come Emanuele Morganti, aggredito perché non reagiva (ultime notizie)

- Morgan K. Barraco

21enne sgozzato a Milano: la storia tragica di Luca che rievoca la morte di Emanuele Morganti. Aggredito da un 50enne solo perché non reagiva alle provocazioni (11 aprile 2017)

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Emanuele Morganti

La morte di Emanuele Morganti, avvenuta ad Alatri per mano della ferocia inaudita del branco rievoca alla memoria anche altre tragedie. E’ il caso di Luca, un ragazzo milanese di appena 21 anni, che nel settembre dell’anno scorso, è stato aggredito dal 50enne Marcello Sergio Porracciolo. Diversi colpi alla gola, apparentemente senza motivo, grazie ad coccio di vetro che ha reciso il nervo vago del giovane e la carotide. E’ in quel momento che è iniziata la lunga agonia di Luca, non solo per l’aggressione subita e le conseguenti ferite, ma anche perché da quella notte non si riprenderà mai del tutto. Il 21enne, che all’epoca dei fatti era appena andato a vivere con Chiara Dell’Acqua, la fidanzata, continua la riabilitazione presso il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato, nel parmense. Come sottolinea Alberto Dandolo su Oggi, quella notte non è cambiata solo la vita di Luca, ma anche di Chiara, che non smette di stargli accanto. In un colpo solo, quel bicchiere di vetro non ha solo colpito la gola del ragazzo, ma ha frantumato tutti i progetti i sogni dei due fidanzati. 

Chiara Dell’Acqua racconta in una lunga intervista i tragici eventi che hanno portato in seguito Luca nel letto d’ospedale. “Eravamo andati a salutare Giulia e Valentina, le cugine di Luca”, riferisce, “è successo tutto in un attimo”. I due si trovavano presso il K-Bar di Milano, quando il 21enne è stato provocato da Marcello Sergio Porracciolo, avviando una conversazione volgare di fronte ad una delle cugine di Luca, che all’epoca aveva appena 16 anni. E’ stata proprio l’indifferenza della vittima ad accedere la rabbia furiosa di Porraciolo, che lo ha atteso fino alla mezzanotte all’esterno del locale. Dopo un ultimo tentativo di provocarlo, lo ha infine aggredito, lasciandolo “in un lago di sangue”. Immediati i soccorsi di due conoscenti di Luca, mentre il suo aggressore correva verso casa. Dodici minuti d’attesa prima che l’ambulanza giungesse sul posto, per portare poi Luca al San Raffaele per sottoporlo immediatamente ad un intervento. Al suo risveglio, tuttavia, riuscirà solo a muovere gli occhi. 



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