Igor Vaclavic/ Igor il russo, ultime notizie: le guardie giurate chiedono pattuglie doppie (Pomeriggio 5)

- Morgan K. Barraco

Igor Vaclavic si nasconde nel basso vicentino? Gli inquirenti impegnati nella caccia all’uomo. Le guardie giurate chiedono pattuglie doppie. Le ultime notizie di oggi e gli aggiornamenti

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Sequestro di droga (LaPresse)

Igor Vaclavic è il ricercato numero uno in questo momento e quindi Pomeriggio 5 continuerà a seguire il caso, fornendo nuovi particolari sulla caccia all’uomo. Il capo della Polizia ha promesso la cattura, ma intanto cresce la paura tra la gente, soprattutto tra chi lavora di notte e sulle strade. Per questo le segreterie provinciali dei sindacati che seguono le guardie giurate, come riportato da La Repubblica, hanno chiesto il raddoppio delle pattuglie per i servizi di ronda notturna, «almeno finché le forze di polizia non ristabiliranno l’ordine pubblico e la sicurezza nelle strade di Budrio e Molinella, così da scongiurare altri episodi drammatici». Alla luce di quanto accaduto a Budrio e Portomaggiore, c’è molta preoccupazione per l’incolumità e la sicurezza delle guardie giurate, che svolgono il servizio di pattuglia in zona. Chiedono, dunque, maggiore sicurezza e di operare in coppia. «Siamo molto preoccupati per l’incolumità dei lavoratori della vigilanza privata che ogni notte devono sovraintendere alla sicurezza delle nostre città ed in modo particolare alla sicurezza dei cittadini delle zone di Budrio e Molinella», scrivono le sigle sindacali. (aggiornamento di Silvana Palazzo)

Si sta battendo davvero ogni pista, nel Ferrarese, per cercare di risalire a Igor Vaclavic, il killer di difficile identificazione, che da Igor il russo è in poche ore diventato Ezechiele il serbo, il cui vero nome sarebbe in realtà Norbert Feher. Per cercare di assicurare alla giustizia l’uomo che per il momento si sarebbe macchiato dell’omicidio del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia ecologica Valerio Verri, sono impiegati da due notti e due giorni perfino i reparti speciali. Ma neanche i cani molecolari e gli elicotteri dotati di sensori termici sono stati in grado, per ora, di risalire al covo di questo efferato assassino. Di certo c’è che l’impegno delle forze dell’ordine è massimo, come assicurato dal capo della Polizia Franco Gabrielli, che come riportato da TgCom24 ha promesso che Igor Vaclavic verrà arrestato nonostante si tratti di una persona “con una grande capacità di muoversi, un soggetto pericoloso che non si arrende alle prime difficoltà ma stiamo facendo un grande sforzo per prenderlo e lo prenderemo”. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

Continua a seminare il terrore Igor Vaclevic, per tutta Italia ormai diventato “Igor il russo”, l’uomo che dopo aver ucciso il barista di Budrio, Davide Fabbri, ha freddato la guardia ecologica Valerio Verri senza esitare prima di darsi alla macchia. E se qualcuno è stupito dal fatto che Igor sia riuscito a sottrarsi all’arresto per l’ennesima volta, c’è anche chi crede che la sua latitanza possa durare, in queste condizioni, almeno un mese. A dirlo non è l’ultimo arrivato, bensì Giuseppe Fasulo, ex maresciallo dei carabinieri e istruttore di tecniche di sopravvivenza: un esperto del genere. Intervistato da Quotidiano.net, l’addestratore ha svelato qual è la strategia messa in atto da Vaclevic:”Quando è giorno si muove il meno possibile. Meglio la notte, nascosto dal buio. Le cose fondamentali sono nutrirsi e bere e avere un riparo. Le piante commestibili che si trovano in questa stagione come la cicoria, la piantaggine e i germogli di vitalba forniscono sali minerali e vitamine. Ma soprattutto è importante saper potabilizzare l’acqua se non si hanno a disposizione sorgenti. Così, in una zona impervia può sopravvivere un mese, anche con scarsità di cibo”. Secondo Fasulo nelle campagne ferraresi Vaclevic ha tutto ciò che gli serve per scampare all’arresto:”Se fabbrica un arco, una lancia o conosce le tecniche di trappolamento può cacciare e nella zona in cui si sta nascondendo è pieno di cinghiali, caprioli e lepri. Se riesce a cacciare ha risolto. Ma, ripeto, la cosa principale è l’acqua. Senza può stare in piedi al massimo 4 o 5 giorni. Deve trovare sorgenti, per forza”. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

E’ serrata la caccia a Igor Vaclavic, conosciuto anche con il nome di Igor il russo e Ezechiele Norberto Feher. Sarebbero tante in realtà le false identità che il criminale ha usato in questi anni, e che nelle prossime ore potrebbe essere catturato dalle autorità. Le unità di Carabinieri e Polizia stanno lavorando senza sosta per perlustrare a fondo la palude fra il bolognese e il ferrarse, oltre che al basso vicentino. Nelle ultime ore, sottolinea una notizia Ansa, sarebbe stato trovato anche un giaciglio di Igor Vaclavic, formalmente indagato da ieri per l’omicidio di Davide Fabbri e Valerio Verri. Gli inquirenti stanno scandagliando anche il profilo Facebook del criminale, compreso quello dell’alias Ezechiele, dove sarebbe presente anche una foto con don Antonio Bentivoglio, “un grande amico”, scrive nel post e cappellano del carcere dell’Arginone. 

E’ proprio grazie a quanto sta emergendo dai suoi profili social che gli inquirenti hanno potuto confermare come Igor Vaclavic e Ezechiele Norberto Feher siano la stessa persona. Il criminale, di origine serba e non russa come dichiarato inizialmente, è stato infatti detenuto presso l’Arginone, dove avrebbe conosciuto don Bentivoglio. In particolare, le autorità stanno perlustrano il confine fra Rovigo, Verona e Padova, oltre che alle campagne in cui è stato avvistato l’ultima volta, prima che abbandonasse il fiorino a causa del posto di blocco delle forze dell’ordine. Si potrebbe quindi essere nascosto in questi luoghi, nel caso in cui la sua presenza nel ferrarese fosse attribuibile ad un transito verso le regioni del Nord Italia. Nella giornata di ieri è emerso inoltre un testimone, Alessandro Colombiani, aggredito nel 2015 dalla banda di cui faceva parte Igor Vaclavic. In tutto si tratterebbe di tre persone, compreso il serbo, già conosciute alle autorità. I due complici, infatti, sono ancora detenuti in carcere grazie alla condanna all’ergastolo. Alessandro Colombiani ha descritto a CorriereTv quanto vissuto due anni fa, il terrore e l’aggressione, la freddezza con cui i criminali “continuavano a bastonare, senza pietà e senza dire una parola”. 

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