STORIA DI GIOVANNA/ Video, 70 anni e spastica: “non deglutisco più, questa non è vita!”

Giovanna, la 70enne malata spastica lancia appello disperato contro lo Stato: “non riesco più neanche a deglutire, questa non è vita”. E chiede quando ci sarà il testamento biologico

12.04.2017 - Niccolò Magnani
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Appello di Giovanna, malata spastica (Corriere tv)

Una storia dura, difficile e dolorosa per Giovanna, 70 anni ma da venti costretta in carrozzina per l’aggravamento della sua condizione di spastica dovuta ad una banale itterizia infantile. La storia di Giovanna Bordiga è raccontata oggi in un video appello con la giornalista del Corriere della Sera dove in maniera davvero complessa e faticosa, parlando spesso aiutandosi con una tabella dove indicava le lettere, invoca per sé una “nuova” vita. «Non voglio finire in una residenza sanitaria assistita, in alcun modo. Già bambina trascorsi lunghi periodi in un istituto dove venivo maltrattata», dice con estrema franchezza la donna 70enne, lucidissima e così sofferente: una dimensione che le ha lentamente tolto lo spirito di vita che l’animava fino a qualche anno fa, con pittura, battaglie per diritti animali e appelli per invocare una soluzione politica al problema del fine-vita. Ora non ce la fa più e invoca l’intervento dello stato per potere “finalmente volare via”: al Corriere lo spiega bene, «Il peggioramento irrimediabile della mia malattia colpisce funzioni fondamentali fra cui la deglutizione, perciò fatico anche a bere. Questa non è più vita».

Proprio la vita è il cardine complesso e dinamico su cui si snoda l’intera vicenda di testamento biologico, fine vita, leggi politiche e norme di morale e di natura: cosa è la vita e per cosa vale la pena vivere? A queste domande la risposta della anziana malata di grave spasticità è già giunta ad una risposta che punta a volere finire anzitempo la propria esistenza: «Quanto posso andare avanti prima di essere del tutto immobilizzata: qualche mese, un anno? Mi unisco a quanti chiedono allo Stato una legge che ci aiuti a morire dignitosamente a casa, in Italia». Ma l’appello alla politica si chiude in una constatazione: «non potendo aspettarla a lungo, proprio come altri, sarò costretta ad andare all’estero». Vuole volare via Giovanna, non ne può più, e forse l’elemento più grave dell’intera vicenda resta la mancanza di una assistenza non solo medica ma di presenza costante a fianco di una persona che lentamente ha visto spegnersi il desiderio stesso di una vita. Clicca qui per il video appello di Giovanna



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