Cecenia, campi di concentramento per omosessuali/ Amnesty International raccoglie 20 mila firme

- La Redazione

Cecenia, campi di concentramento per omosessuali: le ultime notizie e gli aggiornamenti. Manifestazione a Milano: presidio davanti al consolato russo. Organizzato un piano di evacuazione

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Vladimir Putin (Lapresse)

A solo due giorni di distanza sulla rivelazione shock dei campi di concentramento per gay in Cecenia, diverse istituzioni e popolazioni hanno ingaggiato una gara di solidarietà. Tante le testimonianze, drammatiche, emerse nel frattempo, mentre una petizione di Amnesty International ha già raccolto oltre 20 mila firme. La denuncia del settimanale russo Novaya Gazeta, ricorda La Repubblica, è giunta già il 1° di aprile, ma ha impiegato giorni prima che coinvolgesse la comunità mondiale, sempre più indignata dalle testimonianze emerse. Non rimangono in silenzio nemmeno le forze dell’ordine della Cecenia, che hanno sottolineato tramite Ramzan Kadyrov, portavoce del Presidente del Paese, che nel loro territorio non esistono gay. Nel caso in cui fossero presenti, invece, continua il portavoce, non sarebbe necessario l’arresto, dato “che i loro stessi familiari li invierebbero in posti da cui non potrebbero fare ritorno”. Questo particolare si riconduce al delitto d’onore che, come abbiamo visto in un precedente articolo, autorizza i familiari degli omosessuali a farsi giustizia da soli.

Solidarietà ai diritti dei gay anche da parte del Comune di Bologna dopo la scoperta dei campi di concentramento per omosessuali in Cecenia. Stasera, come annunciato sul sito del comune, dalle 20 alle 22 il Palazzo del Podestà si illuminerà con i colori arcobaleno. È questo il modo scelto dal Comune di Bologna per unirsi alla condanna internazionale di quanto starebbe avvenendo in Cecenia, repubblica appartenente alla Federazione Russa. La presidente della Commissione pari opportunità Roberta Li Calzi ha spiegato il perché di questa scelta: “Il tema della difesa dei diritti ci coinvolge in prima persona e per questo oggi ho deciso di esporre i colori arcobaleno della bandiera della pace alla finestra del mio ufficio in Comune. Le istituzioni hanno il dovere di non lasciare solo nessun essere umano”. E l’assessore alle Pari Opportunità e ai diritti LGBT Susanna Zaccaria ha sottolineato che “queste notizie sono gravissime e ci riportano a fatti storici che mai vorremmo rivivere. Dobbiamo far sentire la nostra voce e attuare una mobilitazione a partire anche dalla nostra città, simbolo di libertà, tolleranza e rispetto dei diritti”.

La notizia dell’esistenza di un campo di concentramento per omosessuali in Cecenia ha scatenato l’indignazione del mondo intero, chiamato a fermare una persecuzione senza precedenti. Il giornale russo Novaya Gazeta ha raccontato di arresti indiscriminati e torture. Il gruppo “Sentinelli di Milano” ha organizzato un presidio davanti al consolato generale della Russia per martedì 18 aprile, invitando i cittadini a partecipare con un lumino, una candela o una torcia. «Portate qualcosa che dia luce a quanto sta succedendo lontano da noi, ma che ci riguarda tutti». Anche la politica si è mobilitata: il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, su Twitter ha scritto che la Farnesina ha attivato uffici per informazioni sulla situazione dei gay in Cecenia e sull’inaccettabile violazione dei diritti umani denunciata dal giornale in cui scriveva Anna Politkovskaja, l’oppositrice del regime di Vladimir Putin uccisa nel 2006. Alla Camera è stata depositata un’interrogazione per richiamare l’attenzione di Sergio Mattarella sulle notizie che arrivano dalla Cecenia. Leonardo Monaco e Yuri Guaiana dell’Associazione Certi Diritti hanno chiesto l’invio di osservatori internazionali e di concedere asilo ai sopravvissuti e alle vittime.

Il Russian Lgbt Network, l’unica rete russa di attivi pro-gay, ha organizzato un piano di evacuazione per gli omosessuali ceceni che rischiano di essere catturati o che sono sopravvissuti alle detenzioni nel campo di concentramento ceceno. In collaborazione con il movimento Lgbt All Out, ha lanciato una raccolta fondi per salvare questi uomini. La responsabile comunicazione Svetlana Zakharova ha chiesto alla Russia di intervenire «per impedire queste uccisioni e svolgere un’indagine adeguata». Matt Beard, direttore esecutivo di All Out, ha dichiarato: «Quello che sta accadendo in Cecenia è una vergogna». Poi ha evidenziato la necessità di mettere in salvo il maggior numero possibile di persone, prima che sia troppo tardi. in Russia però dal 2013 c’è una legge che vieta la “propaganda omosessuale”, quindi chiunque parli in pubblico di diritti Lgbt in Russia rischia di essere denunciato con quest’accusa e di ricevere fino a 15mila euro di multa.

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