DANIELA ROVERI/ Colognola, al via le comparazioni tra il Dna trovato e quelli raccolti (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Daniela Roveri, 48enne uccisa a Colognola: svolta nelle indagini sull’omicidio, trovata traccia dna maschile su volto della vittima. Al via le comparazioni, a caccia dell’assassino.

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Daniela Roveri, ultime notizie

Il giallo attorno al delitto di Daniela Roveri, la 48enne di Colognola (Bergamo) manager d’azienda, potrebbe essere vicino alla sua soluzione, a distanza di quasi quattro mesi dalla sua uccisione. La donna fu sgozzata nell’androne del suo palazzo nel quale viveva insieme alla madre, lo scorso 20 dicembre e da allora sembrava impossibile non trovare neppure una traccia del suo assassino. Finalmente, dopo diversi mesi di fitte indagini e un lungo silenzio, ieri è giunto un importante colpo di scena: su una guancia e su un dito sono state prelevate tracce di Dna che sono destinate ad essere confrontate con i campioni finora raccolti e che potrebbero finalmente portare al responsabile dell’efferato delitto. Tali tracce sono compatibili con le dinamiche dell’omicidio in quanto si è sempre detto che la donna fu colta di spalle: quasi certamente, dunque, il suo assassino avrà lasciato tracce di sudore sul volto della donna, nel tentativo di tapparle la bocca. La polizia scientifica di Torino, come rivela Bermagonews.it, è in possesso delle tracce di Dna prelevate e sta procedendo in queste ore alle opportune verifiche e comparazioni al fine di trovare la piena compatibilità con la persona che potrebbe aver ucciso Daniela Roveri. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Attesa svolta nel delitto di Colognola, a Bergamo, e che ha visto vittima Daniela Roveri, manager d’azienda 48enne. La donna fu sgozzata con un solo fendente la sera del 20 dicembre scorso, mentre rincasava, all’interno dell’androne del suo palazzo. Un delitto-lampo, come è stato più volte definito. La svolta, resa nota anche dalla trasmissione Chi l’ha visto 12.25 nella puntata di oggi, consiste nel ritrovamento sul corpo della vittima di tracce di Dna. Un ritrovamento importante, che riguarda un dito e una guancia e che potrebbero appartenere all’assassino di Daniela Roveri poiché le tracce risultano compatibili con le modalità dell’uccisione della donna. Il materiale genetico trovato ha permesso di estrarre un cromosoma “Y”, quindi appartenente ad un uomo e alla linea paterna del soggetto. Tutto il materiale è stato poi prontamente inviato alla Polizia scientifica di Torino in attesa di un risultato imminente ma che possa finalmente fare luce su un delitto che ad oggi appare del tutto misterioso nonché privo di un movente attendibile. La svolta giunta a quasi quattro mesi dall’omicidio, ritenuto “perfetto” per la mancanza (fino ad oggi) di indizi in grado di portare al possibile assassino, potrebbe anticipare l’esistenza di un imminente indagato. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

Svolta sul caso Daniela Roveri, la povera manager 48enne di Colognola (Bergamo) uccisa nell’androne del suo palazzo lo scorso 20 dicembre: la Polizia Scientifica, riportano i colleghi dell’Eco di Bergamo, hanno trovato una traccia di dna maschile su una guancia e su un dito della vittima. Secondo la dinamica dello stesso omicidio, con la Roveri che sarebbe stata sorpresa di spalle e uccisa con un unico fendente alla gola, le due tracce potrebbero essere assai importanti e appartenenti davvero al suo assassino: «Si tratta di un dna parziale, nel quale è stato individuato il cromosoma Y, relativo alla linea paterna», riportano le fonti investigative all’Eco di Bergamo. Svolta dunque investigativa che potrebbe portare nei prossimi giorni ad un nome specifico e super ricercato per l’omicidio misterioso della giovane manager bergamasca.

Il delitto di Daniela Roveri è stato velocissimo, un “lampo” di morte che non ha lasciato scampo alla povera manager di Colognola: solo 14 minuti sono bastati al killer di Daniela Roveri per coglierla alle spalle, immobilizzarla e tagliarle la gola con un solo e violento fendente, al punto da averle reciso anche la carotide non permettendole così di urlare. Nelle scorse settimane si è dunque ipotizzato un omicidio efferato e portato a termine da mano esperta che non ha esitato neanche un secondo nella rapida azione omicida. Le ultime scoperte della scientifica hanno anche confermato che non vi sono ritrovabili profili genetici del materiale sotto le unghie di Daniela Roveri: non vi sarebbe dunque stata reazione alcuna, non ha avuto tempo la povera vittima. Nessuna traccia neanche sui capelli e sugli altri reperti piliferi che Daniela Roveri stringeva in una mano: non vi sono moventi, non vi sono ricercati ufficiali e l’unica prova resta quella traccia parziale annunciata oggi. Non è molto per un delitto che purtroppo è ancora assai lontano dalla soluzione.

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