PASTIERA NAPOLETANA/ Ricetta, origine e tradizione: il dolce di Pasqua sulle tavole degli italiani

La pastiera napoletana per molti è il vero dolce del pranzo di Pasqua, alla faccia delle solite uova e colombe. Da dove nasce? Qual è la ricetta? Tradizione e misteri che su questo dolce

14.04.2017 - Dario D'Angelo
pastiera_napoletana_web_2017
Pastiera napoletana

Ha ispirato poeti, musicisti e artisti, eppure è sulla tavola che continua a ottenere il suo successo più grande. La pastiera, delizia della tradizione partenopea e del sud in generale, ha attraversato i secoli imponendo il suo gusto tradizionale sulle più recenti innovazioni in tema gastronomico. La ricetta originale, che nasce da una base di frolla sulla quale si versa una crema di grano cotto e ricotta e crema pasticcera al profumo di fiori d’arancio, continua infatti a mettere d’accordo tutti, conquistando anno dopo anno il suo posto sulle tavole pasquali degli italiani e rispettando, come prassi, la tradizione dei conservatori. In alcune zone del sud la tradizione impone che in questo periodo dell’anno, per la gioia di grandi e piccini, gli appassionati di cucina si mettano all’opera per preparare e regalare un grosso quantitativo di pastiera ad amici e parenti. (Aggiornamento di Fabiola Iuliano) 

Se siete tra quelli che amano le tradizioni per il Pranzo di Pasqua 2017, e soprattutto se siete napoletani (ma anche del Sud va bene), sapete già che tutte le idee per il menu di domenica prossima vi alletteranno meno di una buona fetta di pastiera. Dolce tipico di Pasqua, quanti di voi sanno da dove arriva questa prelibatezza che un profano potrebbe definire sinteticamente come “crostata alla ricotta”? La leggenda vuole che a crearla sia stata la sirena Partenope, ma i miti attorno alla pastiera si sprecano. Pare infatti che la pastiera sia legata al culto di Cerere, le cui sacerdotesse erano solite portare in processione l’uovo, visto come emblema di rinascita, successivamente adottato dalla tradizione cristiana. Per questo motivo la ricetta divenuta celebre in tutto il mondo venne perfezionata nei conventi, in particolare in quello delle suore di San Gregorio Armeno. Se questa versione non vi basta, allora forse vi piacerà quella che descrive l’impresa di 4 pescatori che, in balia delle onde per un giorno e una notte, dissero di essere riusciti a sopravvivere in mare aperto mangiando la “Pasta di Ieri” – pastiera vi ricorda qualcosa? – da allora divenuta simbolo di rinascita.

Per un buon pranzo di Pasqua non si può non avere un’idea anche su come concluderlo: la grande tradizione dei dolci pasquali ovviamente prevede uova di cioccolato e colomba tra i primissimi se no esclusivi rituali della buona Pasqua a tavola. E se invece per una volta si provasse ad invertire la rotta della tradizione e provare con un piatto, comunque classico, ma non usuale nelle tavole degli italiani, almeno per il nord o il centro? Nome: Pastiera. Cognome: Napoletana. Soprannome: goduria incredibile. Uno spettacolo di dolce che fa impazzire chiunque si approcci almeno una volta nella vita: un dolce tutto sommato semplice, a base di pasta frolla, ricotta e grano preparate anche con cannella, uova, vaniglia e frutta candita. Non sarà il cioccolato cioccolatoso delle uova e neanche la colomba ma per chiudere egualmente il super pranzo di Pasqua secondo noi basta e avanza…(agg. di Niccolò Magnani)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori