AGENTE INFILTRATO/ Tra i Black Bloc al G8 di Genova: rubò l’identità a un bambino morto

- Silvana Palazzo

Agente infiltrato tra i black bloc del G8 di Genova del 2001: la Commissione parlamentare di inchiesta di Londra ha confermato la notizia. L’uomo aveva rubato l’identità a un bambino morto

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Tap, scontri al cantiere e feriti con la Polizia - La Presse

Un agente britannico si è infiltrato tra i black bloc a Genova nei giorni del G8 di Genova del 2001: lo ha confermato la Commissione parlamentare di inchiesta di Londra, istituita per fare luce sull’uso degli agenti della polizia britannica che operano sotto copertura. La vera identità dell’agente infiltrato è rimasta top secret: si sa che aveva rubato il nome di un bambino morto – Rod Richardson – e aveva vissuto per almeno quattro anni tra i movimenti anarchici inglesi, con cui aveva partecipato agli scontri. La notizia, diffusa dal Guardian, conferma allora quanto sostenuto dagli attivisti del Genoa social forum, i quali hanno più volte denunciato la presenza di provocatori nei cortei. Ciò comunque non vuol dire che l’agente britannico infiltrato abbia avuto un ruolo destabilizzante o che abbia spinto alla guerriglia, ma il fatto che dei tanti black bloc stranieri si sia saputo poco o niente ha fatto sospettare i no global sull’inserimento di gente con l’obiettivo di agitare la protesta pacifica.

Del passaggio di tal Rod Richardson c’è traccia per una foto riconosciuta tra migliaia: indossa un caschetto, una maschera da saldatore e una mascherina antigas. Il Guardian è riuscito, però, a rintracciare la madre del vero Rod Richardson, morto per problemi respiratori. «Riteniamo che un ufficiale di polizia abbia rubato l’identità del bimbo e che sia stato impiegato sotto copertura almeno dal 2000 al 2003», ha spiegato Jules Carey, l’avvocato della famiglia davanti alla Commissione. A 16 anni di distanza dagli scontri si è scoperto che non era un manifestante del blocco nero, bensì un agente britannico infiltrato. Non si tratta di un sistema usato in Italia, mentre in Spagna e altri Paesi europei è diffuso. «Di infiltrati e provocatori si è tanto parlato in quegli anni, ma non è mai emerso con evidenza da nessuna parte», ha dichiarato l’avvocato Emanuele Tambuscio, che difendeva 93 persone picchiate, a Il Messaggero. La Procura ligure è stata informata di questi sviluppi e non sono esclusi nuovi accertamenti, anche se il reato di devastazione e saccheggio è vicino alla prescrizione.



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