Pasquetta 2017/ Cos’è? Lunedì dell’Angelo: ‘auguri’ record a Napoli, boom turismo d’arte (oggi 17 aprile)

- Dario D'Angelo

Pasquetta 2017: ricorre oggi, lunedì 17 aprile, il Lunedì dell’Angelo. Il significato religioso della festa che arriva dopo la Pasqua e gli auguri da inviare ad amici e parenti.

auguri buona pasqua 2019
Immagine di repertorio (Pixabay)

Mentre milioni di italiani si preparano al ritorno mesto dopo la bella giornata di Pasquetta verso le proprie case per la fine delle vacanza pasquali, gli auguri e le gite fuori porta per questo lunedì dell’Angelo sono stati numerosissimi in tutto il nostro Paese con un dettaglio fondamentale che ha reso un autentico boom e volano per il turismo di questo 2017. Si tratta della cultura e del turismo d’arte, come segnala il ministro Dario Franceschini in una nota pochi istanti fa: «I turisti stranieri hanno invaso tutte le nostre città d’arte», sottolinea il ministro del governo Gentiloni del tutto soddisfatto anche del turismo interno verso i principali luoghi d’arte della nostra bella Italia. «I numeri dei musei e le prenotazioni alberghiere segnano un crescita fortissima» spiega ancora Franceschini, e poi conclude «soprattutto indicano che l’aumento più forte non è nelle tradizionali grandi capitali del turismo internazionale ma nei luoghi minori, nelle città d’arte e nel mezzogiorno, ad iniziare da Napoli e Palermo che registrano veri e propri boom di presenze». (agg. di Niccolò Magnani)

Per una buona Pasquetta molti italiani hanno scelto di andare in centro Italia e provare a “sfatare” la crisi nerissima che queste popolazioni hanno subito negli ultimi 8 mesi con il dramma del terremoto e la difficile opera di ricostruzione appena all’inizio. Da Amatrice ad Arquata, da Norcia fino ad Accumoli: sono tanti i cittadini rimasti in queste terre per festeggiare la Pasquetta ma sono tanti anche i turisti che hanno deciso di andare a visitare i luoghi tra i più belli d’Italia e purtroppo anche tra i più martoriati. Ad Amatrice la comunità è rimasta tutta cosa e unita per provare a superare questa difficilissima opera di ricostruzione che attende queste zone per molti anni a venire: «l’aiuto dello Stato da solo non basta, seppur tempestivo e concreto. Soltanto attraverso l’integrazione di quello che e’ il compito delle istituzioni e quello che e’ invece il compito di ogni persona si puo’ pensare di riprendere il cammino. Bisogna camminare insieme, cercando di mettere davanti sempre il ‘noi’ della comunita», ricordava ancora ieri durante la Messa di Pasqua il vescovo di Rieti, Monsignor Domenica Pompili. Tanti i concerti, momenti musicali, che per un momento hanno regalato un attimo di “normalita’” alla popolazione amatriciana colpita dal terremoto ma anche dai tanti turisti arrivati in giornata. (agg. di Niccolò Magnani)

Il lunedì di Pasquetta non è solo il momento in cui approfittare del sole primaverile e scappare in campagna con amici e parenti, ma è anche un momento solenne che ricorda l’incontro dell’Angelo (ecco il perchè del suo nome “Lunedì dell’Angelo”) con le donne arrivate al sepolcro. Resta il fatto che solo nel dopoguerra diventa ufficialmente un giorno festivo, almneo civilmente. Lo Stato Italiano ha introdotto il lunedì di Pasqua come giorno festivo per allungare la festa della Pasqua. Resta il fatto che in alcuni paesi e città di Italia, soprattutto al Sud, la Pasquetta non si festeggia il lunedì ma il martedì dopo Pasqua (vedi Pallagorio a Crotone, Parete a Caserta, Catrovillari a Cosenza, Venafro a Isernia, Noicattaro a Bari). Addirittura a Carovigno, in provincia di Brindisi, non solo la Pasquetta si festeggia al martedì ma in onore della tradizione della Nzegna i festeggiamenti si prolungano fino al sabato. Tradizioni, religione e riti civili spesso si accompagnano a questi giorni per la gioia di grandi e piccini che, spesso, riescono a “boicottare” il lavoro e la scuola e passare del tempo insieme. (agg. Scalise Piera). 

Se siete da qualche parte d’Italia lontano dalle città per festeggiare la Pasquetta in questo lunedi dell’angelo dopo le abbuffate di Pasqua, potrebbe esservi venuto magari il dubbio o la domanda curiosa venuta anche a noi. Ma perché per Pasquetta è solito fare una bella gita fuori porta, o un bel picnic all’aria aperta? Oltre ad essere di norma un giorno festivo “anomalo”, esattamente come Santo Stefano il giorno dopo Natale, vi è un’origine del tutto religiosa a questa bella tradizione arrivata fino ai giorni d’oggi. A risponderci è l’evangelista Luca che racconta nel suo scritto ufficiale come una delle prime apparizioni di Gesù dopo la Resurrezione è avvenuta davanti ai discepoli di Emmaus, in viaggio da Gerusalemme appunto “fuori dalle porte della città”. Dopo l’incontro con questo viandante misterioso i due discepoli non lo riconoscono fino al momento del pranzo in cui Gesù spezza il pane nella sua modalità unica che fa risplendere il volto ai due giovani discepoli, increduli per quanto stava avvenendo. Pare che la tradizione volle riproporre il giorno dopo la Pasqua una gita fuori porta per festeggiare la venuta del Signore e la sua resurrezione dai morti: e ovviamente farlo con un bel picnic era il modo più somigliante possibile. (agg. di Niccolò Magnani)

Oggi, meteo permettendo, la Pasquetta verrà festeggiata dagli italiani con una classica gita fuori porta o meglio ancora, per evitare di rimanere imbottigliati nel traffico nell’unico giorno di “evasione” dopo l’ennesima festa passata con le gambe sotto il tavolo, un bel picnic nei proprio luoghi, che siano città, paesi o mare poco importa, basta riposarsi. Secondo però una particolare stima della Coldiretti oggi saranno circa 15 milioni che hanno deciso la gita fuori porta in campagna, al mare o comunque al verde, anche sfruttando il bel tempo (soprattutto al centro-sud). Il fattore assai particolare è però cosa ci saranno nei cestini portati dalle famiglie italiani: la crisi è sempre dietro l’angolo e dunque, in barba ad ogni buona regola “salutista”, si va di avanzi! Esatto, il menu che evita gli sprechi è quello preferito dagli italiani: dopo l’abbuffata di Pasqua ecco che per un buon auguri di Pasquetta, o Lunedì dell’Angelo se vogliamo essere del tutto onesti con le tradizioni, un menu tutto a base di avanzi pasquali. Sempre secondo la Coldiretti, per la Pasqua sono stati spesi circa 1,2 miliardi di euro in spese alimentari, restando nell’83% dei casi tra le mura di casa. Scelte conservative e non di spreco: dopo tutto, quel ben di Dio avanzato ieri è davvero un peccato lasciarlo marcire in frigorifero. E allora buon appetito cari italiani vacanzieri, e auguri di un buon “secondo” pranzo di Pasqua. (agg. di Niccolò Magnani)

Se fate parte di quella folta schiera di persone che non perde occasione per inviare gli auguri ad amici, parenti e colleghi (magari anche il primo maggio!) e credete che la Pasquetta 2017 sia un’occasione troppo ghiotta per lasciarvela sfuggire, allora il consiglio è quella di buttarla sul ridere, cosicché il destinatario possa sorridere, anziché sbuffare annoiato. Allora che ne dite di una raccolta delle frasi più simpatiche, estrapolate da meteoweb.eu, da sfoggiare quest’oggi? Per esempio potreste scrivere ad un collega di lavoro e condividere un pensiero di sollievo:”Finalmente un Lunedi di cui non possiamo lamentarci. Buona Pasquetta!”. Ma trascorrere una Buona Pasquetta è privilegio per pochi:”Molti avrebbero voluto concedersi la canonica gita fuori porta, ma hanno mangiato così tanto che non ci passano”. Certo, perché sia davvero “buona”, bisogna sperare che la Pasquetta sia soleggiata:”Il giorno dopo Pasquetta lo riconosci subito: sei stanco, devi andare a lavorare, e fuori c’è lo stesso sole che vedresti su Mercurio”. Sì, magari un po’ di pessimismo in meno non guasterebbe…

-Si è soliti chiamarla Pasquetta, ma non è raro sentirne parlare come Lunedì dell’Angelo: ma per capirci, a cosa ci si riferisce? Di certo per tanti corrisponde al giorno dopo Pasqua da riservare ad una scampagnata con gli amici, ma il vero significato è di tutt’altro tenore. Secondo la chiesa cattolica, infatti, fu proprio in questo giorno che Maria di Magdala (Maria Maddalena), Salomè e Maria madre di Giacomo e Giuseppe, si recarono al sepolcro dove era stato sepolto Gesù con l’intento di spalmare il corpo del Cristo con degli olii aromatici per poi procedere all’imbalsamazione. Giunte sul posto, però, le donne fecero una scoperta sconvolgente: il grande masso che impediva l’accesso alla tomba era stato spostato. Chi era stato? A rispondere al quesito che assillava le menti delle due Maria e di Salomè, secondo il Vangelo di Marco, fu un angelo che, rivolgendosi alle donne, disse:”Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui! È risorto come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto”. Poi aggiunse:”Ora andate ad annunciare questa notizia agli Apostoli”, e queste fecero ciò che gli era stato detto. Per quanto la tradizione abbia spostato l’incontro tra l’angelo e le donne al sepolcro al giorno dopo Pasqua, e quindi al lunedì, sembra plausibile che l’allusione dei Vangeli riguardasse nello specifico la Pasqua ebraica, caduta di sabato.

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