CATTURATO IL CALIFFO DELL’ISIS?/ Al-Baghdadi preso dai russi: una bufala? L’intelligence irachena non ci crede

- Silvana Palazzo

Catturato il califfo dell’Isis? al-Baghdadi preso dai russi: è una bufala? Per l’intelligence irachena è vivo ed è in Siria, dove potrebbe essere stato braccato. Le ultime notizie 

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Il "Califfo" Al Baghdadi (LaPresse)

Il Califfo dell’Isis è stato catturato: la notizia è stata lanciata da un sito iracheno legato a milizie sciite, ma il sospetto che si tratti di una bufala è alto. Non è la prima volta, infatti, che viene annunciato l’arresto del leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi. Con un comunicato, ripreso dal sito iracheno (Mobilitazione Popolare Informatica), il responsabile dell’ufficio media del segretario generale della Direzione EU per la Sicurezza e le Informazioni – Heitham Abu Saeed – ha detto di aver ricevuto informazioni precise sulla cattura del capo dell’organizzazione di Daesh nel nord della Siria durante un’operazione congiunta dell’intelligence russa e siriana.

L’arresto di Abu Bakr al-Baghdadi è avvenuto dopo che era stato costretto a fuggire da Mosul lo scorso 2 aprile a causa della caccia delle alleanze di milizie sciite che combatte contro i jihadisti nella parte ovest della città irachena.

«Il nostro ufficio si riserva dal pubblicare i dettagli dell’operazione della cattura fino a quando non si accerterà di alcune delle informazioni ricevute», è riportato nel comunicato. Ieri l’intelligence irachena ha riferito che Abu Bakr al-Baghdadi è ancora vivo e che si è spostato verso la Siria, quindi potrebbe anche non trattarsi di una bufala. Le voci sulla morte del Califfo dell’Isis sono state giudicate inesatte dall’intelligence irachena, secondo cui, dopo essere stato ferito in un attacco aereo della coalizione guidata dagli Usa nel nord-ovest dell’Iraq, Abu Bakr al-Baghdadi si sarebbe trasferito in Siria. Qui, dunque, è avvenuta la sua cattura? Eppure – come riportato dall’agenzia di stampa indipendente AraNews – l’intelligence irachena sospettava che politici del loro Paese potrebbero essersi messi in contatto con il Califfo dell’Isis per aiutarlo a mantenere il controllo in alcune aree a nord dell’Iraq.

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