REPORT VS BENIGNI/ Video, caso-Cinecittà e mistero sui debiti accumulati: il caso e le cifre in campo

- Niccolò Magnani

Report vs Benigni, video: caso acquisizione Cinecittà, il servizio di Rai 3 manda su tutte le furie l’attore toscano che querela il programma. Il caso e le cifre in campo

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Roberto Benigni (LaPresse)

L’ennesimo servizio di Report e l’ennesima polemica sollevata nel giro di pochi giorni: dopo Renzi, i vaccini ora anche Roberto Benigni viene tirato in ballo dalla trasmissione di inchieste e approfondimento di Rai3. Secondo le ricostruzioni del video-servizio andato in onda ieri sera, ci son alcuni punti poco chiari nell’acquisizione pubblica di Cinecittà e sul progetto dell’attore toscano di provare a “sfidare” gli studios cinematografici “classici” di Roma con l’apertura di altri studi a Terni all’interno di una fabbrica abbandonata di proprietà del Comune a Papigno. Qui Benigni ha girato i capolavori La vita è bella e Pinocchio e il progetto ambizioso provato negli anni scorsi prevedeva altri lavori in futuro proprio per provare a fare concorrenza a Cinecittà. Secondo Report, il progetto fallì nonostante gli investimenti pubblici con «fondi europei, statali e degli enti locali il progetto non solo non decolla ma si trasforma in un pozzo senza fondo. Benigni e Braschi – ha rivelato l’inchiesta di Report – accumulano un passivo di ben 5 milioni di euro». Sempre secondo il racconto della trasmissione, nel 2005 intervengono per “salvare” Benigni la Cinecittà Studios direttamente – società di Luigi Abete, Aurelio De Laurentiis e Andrea Della Valle – che rilevano gli studi e si fanno carico dei debiti. L’accusa finale del servizio di Giorgio Mottola è alquanto dura: «ora Cinecittà sta per tornare in mani pubbliche; oltre a un’imponente mole di debiti accumulati da Abete e soci, lo Stato si ritroverà in pancia anche l’investimento in perdita di Benigni e Braschi». Clicca qui per il video servizio di Report

È arrivata la querela immediata di Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi contro Report dopo il servizio che li accusa di aver fatto indebitare aziende pubbliche per “salvare” il progetto andato in fumo dell’apertura di alcuni studios cinematografici a Papigno. «Nell’interesse dei sigg.ri Nicoletta Braschi e Roberto Benigni, sia in proprio che quali soci di Melampo Cinematografica S.r.l.», si legge nel comunicato lanciato alla stampa dall’avvocato Michele Gentiloni Silveri, legale dell’attore toscano. «Comunico di aver ricevuto mandato di sporgere querela presso la Procura della Repubblica di Roma nei confronti dei dott.ri Giorgio Mottola e Sigfrido Ranucci, nonché di chiunque altro abbia con loro concorso o cooperato, in relazione alle notizie false e gravemente diffamatorie diffuse nel corso della puntata del 17 aprile 2017 della trasmissione Report». In particolare, Benigni contesta la ricostruzione della trasmissione un tempo condotta da Milena Gabanelli, oggi affidata a Sigfrido Ranucci, riguardo le cifre messe in campo per gli studi di Papigno: i 16 milioni di euro sbandierati da Report come cifra totale degli indebitamenti sarebbero sbagliati secondo Benigni che avrebbe anche diffidato la messa in onda del servizio, ma è rimasta del tutto inascoltata come richiesta. 



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