PERCHE’ RIDIAMO?/ Un nuovo modello matematico ci spiega perché ci si diverte

- La Redazione

Svelato il mistero della risata? Un nuovo modello matematico spiega perché ci si diverte: ecco che cosa lega morismo e scienza. I risultati dello studio. Oggi, 20 aprile 2017

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La giornata mondiale del sorriso

La scienza ha spesso cercato di capire perché gli esseri umani ridono e che cosa scatena più di altro il divertimento. Ritenendo appunto che ridere potesse essere spiegato in maniera scientifica. E forse potremmo essere ora vicini a svelare il mistero della risata. E’ stata infatti ora elaborata una nuova “teoria dell’umorismo”, la Quantum Theory of Humor, che si basa sulla meccanica quantistica, la branca della fisica moderna che studia il comportamento e le interazioni delle particelle microscopiche. La teoria, come riporta La Repubblica, è stata pubblicata sulla rivista Frontiers in Physics e le autrici sono Liane Gabora, psicologa alla University of British Columbia, e Kirsty Kitto, matematica alla Queensland University of Technology. Le due ricercatrici sottolineano che “ancora nessuno si è mai dedicato allo sviluppo di una teoria formale per modellizzare la rappresentazione cognitiva dell’umorismo”. Proprio per questo hanno deciso di condurre una nuova ricerca: a 85 volontari è stato chiesto di indicare il proprio livello di divertimento riguardo a 35 battute e una serie di possibili varianti. 

Barzellette e freddure, secondo studi condotti in passato, farebbero ridere per due fattori, la presenza di parole con doppio significato e l’esistenza di diverse possibilità per interpretare una frase. A questi risultati si aggiungerebbe ora quello del “principio di sovrapposizione”, una delle leggi su cui si basa la teoria della meccanica quantistica. Ciascun sistema quantistico si può infatti descrivere matematicamente come la somma di diversi “stati”: dopo essere stato osservato “collassa” su uno di questi stati. Tradotto significa che una particella quantistica è allo stesso tempo nello stato A e nello stato B fino al momento in cui non si esegue una misura sulla stessa. Le autrici della nuova “teoria dell’umorismo” sostengono che a farci ridere di una barzelletta è la nostra capacità “quantistica” di percepirne tutti i significati contemporaneamente. Gabora spiega che “il formalismo della meccanica quantistica è utilissimo per descrivere gli stati cognitivi relativi all’ambiguità dell’umorismo” visto che “la variabile ‘comicità’ non è un elemento della realtà che può essere misurato: emerge dall’interazione tra la battuta, lo stato cognitivo dell’ascoltatore e altri fattori sociali e comportamentali”.



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