SANTO SEPOLCRO/ Il racconto degli evangelisti corrisponde alla scoperta degli archeologi

- La Redazione

Quanto scoperto dagli archeologi durante l’apertura del sepolcro di Gesù corrisponderebbe perfettamente al racconto dei quattro evangelisti, ecco di cosa si tratta

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Basilica del Santo Sepolcro, foto Pixabay

Come si sa, lo scorso 20 ottobre 2016 è stata aperta la lastra di marmo che copriva il punto secondo il quale nella tradizione cristiana si trova la tomba dove fu deposto il corpo di Gesù. Si è trattato di un lavoro di restauro dell’edicola che da secoli si trova nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Sollevata la lastra di marmo se n’è trovata una seconda con una fessura sul lato e una croce di Lorena, risalente quasi certamente al periodo delle crociate, iniziate nel XII secolo. Ed è qui che gli archeologi si sono trovati davanti a una serie di reperti che concordano perfettamente con i vangeli, e cioè quelli di Matteo 27, Marco 15-16, Luca 24 e Giovanni 19-20. Gesù venne sepolto il giorno di venerdì poco prima del tramonto, in fretta, perché stava per cominciare il sabato che per gli ebrei è il giorno in cui non si deve far niente. Venne riposto in fretta con un sudario appoggiato sopra e senza gli unguenti e gli oli che si usavano per profumare i cadaveri, cosa che le pie donne si apprestavano a fare non appena finito il sabato e cioè la domenica mattina successiva quando si recarono alla tomba. Ai tempi esistevano due tipi di sepolture, una per i più poveri in tombe poco profonde coperte di pietra e una per i più ricchi, poste in profondità con apposite nicchie scavate nei muri su cui deporre i cadaveri. Era il caso della tomba della famiglia di Giuseppe di Arimatea che la regalò ai discepoli per deporvi Gesù. Tali tombe dovevano essere chiuse da una grossa pietra che come dicono i Vangeli veniva rotolata per coprirne l’ingresso. Ci si accedeva scendendo leggermente e si arrivavaa al luogo dove era deposto il corpo, una panca di pietra scavata nella roccia. E’ quanto hanno trovato gli archeologi: una panca di pietra scavata nella roccia e collegata alla parete verticale, scavata anch’essa nella roccia. Félix Faber un pellegrino che nel 1480 visita il sepolcro prima che venisse coperto dall’attuale edicola, racconta che il banco e la parete formavano un unico pezzo di pietra, sul muro nord. Quindi hanno individuato la parete sud della stanza, un secondo muro verticale sempre di pietra. Nel vangelo di Giovanni (20,12) si parla di “due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi [ancora una volta, nell’area della panca], dove era stato posto il corpo di Gesù” così come nei Vangeli di Marco e Giovanni mentre in Marco 16, 5 si legge che le donne entrarono nella tomba e trovarono “un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca”. Come appare evidente ci si poteva sedere su quella panca di marmo, e non in una nicchia. Gesù infatti non venne deposto in una nicchia, il suo corpo era devastato dalle violenze che aveva subito e quindi lasciato sulla panca di pietra ccoperto dal sudario, in attesa di tornare la domenica mattina con gli unguenti profumati. Ecco dunque che quanto scoperto combacia perfettamente con i vangeli. Manca solo di scoprire il pavimento di pietra della tomba (articolo originale su cui si basa questa news da forum.libertas)



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