Emanuele Morganti/ Alatri: minacce al padre di Castagnacci, il tentativo di resa dei conti (ultime notizie)

- Emanuela Longo

Emanuele Morganti, ultime news: nuove minacce al padre di Mario Castagnacci. Attesi nuovi interrogatori a carico di due dei buttafuori indagati per il delitto.

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Emanuele Morganti

Non solo Franco Castagnacci, padre di uno dei tre arrestati con l’accusa di aver ucciso Emanuele Moganti – il 20enne pestato ad Alatri il 24 marzo scorso – è stato oggetto di minacce in questi ultimi giorni. Come riportato dalla fonte locale ciociariaoggi.it, una sua amica 26enne è stata infatti fermata in centro da una decina di ragazzi che l’hanno insultata e minacciata pesantemente costringendola a scappare in lacrime. Mercoledì scorso il 50enne era stato visitato da 5 ragazzi, intenzionati con ogni probabilità a tendergli un agguato, come dichiarato ai carabinieri:”Erano intorno alle 21.30. Ero solo in casa quando mi hanno citofonato, mi sono affacciato e ho visto un ragazzo al cancello. Gli ho chiesto chi fosse avvicinandomi e lui ha risposto “esci, dobbiamo parlare”. Gli ho detto che non avevo niente da dirgli e che avrei parlato solo quando la mia responsabilità in questa storia sarebbe stata chiarita. Ma a lui a quel punto si sono aggiunti altri quattro ragazzi, erano nascosti dietro la siepe. Era buio e non so dire chi fossero. Non ho riconosciuto le loro voci e al cancello ho una rete con dei buchi molto piccoli che non permettono di vedere bene chi c’è dall’altra parte. Uno di loro si è arrampicato per scavalcare. Così, spaventato, ho chiamato il 112. Vedendomi col telefono in mano, i cinque si sono dati alla fuga a bordo di una Lancia Ypsilon Elefantino di colore grigio scuro”. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

Le indagini attorno al delitto di Emanuele Morganti procedono spedite dopo l’avvio degli accertamenti sul cellulare sequestrato a Mario Castagnacci, uno dei ragazzi arrestati dopo la tragedia che si è consumata ad Alatri. Con lui sono in carcere anche il fratellastro Paolo Palmisani e Michel Fortuna, quest’ultimo arrestato dopo un breve periodo di latitanza. Tutti e tre sono accusati dell’omicidio del giovane 20enne, massacrato a calci e pugni all’uscita del locale Miro Music Club, e finito con un colpo di manganello, in merito al quale ancora proseguono le ricerche. Nel mirino, intanto, sarebbe finito il padre di uno degli arrestati, Franco Castagnacci, anche lui indagato a piede libero. Poco meno di una settimana fa, come riporta Repubblica.it, l’uomo aveva ritrovato il suo cucciolo di cane di appena nove mesi agonizzante. Ad ucciderlo pare sia stata una polpetta composta da pezzi di vetro (alcuni rinvenuti anche nel giardino di Castagnacci). Un avvertimento chiaro e destinato a non essere comunque l’unico. Nella serata di giovedì scorso, infatti, ancora minacce hanno riguardato Franco Castagnacci: un gruppo di persone si sarebbe presentato sotto la sua abitazione e lo avrebbe incitato ad uscire di casa con l’intento – detto senza molti giri di parole – di ucciderlo. L’indagato per i fatti di Alatri non avrebbe riconosciuto i soggetti ed avrebbe così presentato denuncia ai carabinieri contro ignoti.

Il clima di tensione ad Alatri, a distanza di quasi un mese dalla rissa brutale che è costata la vita ad Emanuele Morganti, resta palpabile. Minacce partite dai social e che ora sembrano sempre più concretizzarsi evidenziano la rabbia ancora viva tra Alatri, il luogo tristemente salito agli onori della cronaca nera, e Tecchiena, paese di origine della vittima 20enne. Mentre le Forze dell’Ordine faticano a gestire i momenti di comprensibile rabbia mista ancora al grande dolore, i Ris di Roma continuano a lavorare alacremente sul dispositivo telefonico di Mario Castagnacci, figlio dell’uomo minacciato e detenuto presso il penitenziario Regina Coeli. All’interno del suo cellulare gli inquirenti avrebbero trovato tracce di messaggi che l’indagato avrebbe inviato la tragica notte della rissa ai danni di Emanuele Morganti e considerate utili ai fini investigativi. Sulla base del materiale attualmente in mano agli investigatori, starebbe prendendo sempre più corpo l’ipotesi, paventata nelle passate ore, secondo la quale il vero obiettivo di Castagnacci non fosse Morganti bensì l’amico di quest’ultimo, Gianmarco Ceccani, lo stesso ragazzo che tentò in ogni modo di salvare il 20enne dalla furia dei suoi aggressori.

Gianmarco pare avesse avuto con Castagnacci una violenta lite per ragioni ancora ignote e solo in un secondo momento, quando Emanuele Morganti fu allontanato dal locale dopo la discussione con Domenico, fu coinvolto nella rissa brutale. L’indiscrezione emersa dalla trasmissione Chi l’ha visto?, starebbe ora interessando da vicino gli inquirenti che avrebbero individuato una serie di incongruenze nelle testimonianze fino ad oggi raccolte. Per tale ragione per la giornata odierna sono previsti nuovi interrogatori a carico di due dei buttafuori del locale di Alatri, entrambi indagati, ovvero Michael Ciotoli e Damiano Bruni. La sensazione è che ancora non sia emersa tutta la verità sulla terribile notte di sangue del 24 marzo scorso: c’è chi infatti non avrebbe ancora parlato e chi, tra coloro che hanno testimoniato, avrebbe omesso aspetti importantissimi legati a quanto accaduto ad Emanuele Morganti all’esterno della discoteca.

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