San Giorgio/ 23 aprile, il Santo del giorno: le reliquie, il drago e le tre resurrezioni

- Alessandra Pavone

San Giorgio, viene celebrato oggi, domenica 23 aprile 2017, dalla chiesa cattolica. Nasce nel 275 a Cappodocia e visse nel periodo di Diocleziano, la sua storia

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Santo del giorno: Santi Nereo e Achilleo

Sul santo “soldato” Giorgio sono tantissime le leggende e le storie che narrano dalla crociate e non solo delle sue gesta in nome di Dio e proteggendo la Chiesa Cattolica. Tra di queste, di certo le più fantasiose sono quelle che legano alla sconfitta di un fantomatico Drago nella leggenda aurea che dalla Libia è stata tramandata per secoli. dal punto di vista invece della tradizione religiosa, sono molte le reliquie che vengono venerate ancora oggi in tutto il mondo per ricordare la figura di San Giorgio. Il sepolcro del martire in Palestina fu molto venerato prima di essere trasferito in seguito all’invasione persiana del settimo secolo; A Roma, Belisario (ca. 527) affidò alla protezione del santo la porta di san Sebastiano e la chiesa del Velabro, dove venne poi trasferito il cranio di san Giorgio, trovato in Cappadocia da papa Zaccaria. Una piccola curiosità, proprio per questa tradizione che vede San Giorgio soldato protettore della Chiesa, dal 1996 il Vaticano ha deciso di renderlo protettore delle “Guardie Particolari Giurate“. (agg. di Niccolò Magnani)

San Giorgio nasce nel 275 a Cappodocia, ovvero una zona dell’attuale Turchia. La sua famiglia faceva parte della classe media della nobiltà del periodo ed i genitori erano due persone che credevano fermamente nella religione cristiana. Il giovane san Giorgio crebbe sotto l’impero di Diocleziano, il quale voleva che il suo impero fosse ben solido e soprattutto che tutto fosse in grado di predire la religione dell’impero stesso. Per tale motivo, fin da giovane, san Giorgio cercò di tenere nascosta la sua religione cristiana, proprio per evitare che questa potesse creargli qualche problema futuro, situazione che avrebbe potuto impedirgli di vivere una vita semplice e felice. Il giovane san Giorgio, al contrario di molti santi, decise di arruolarsi nell’esercito imperiale e venne riconosciuto come uno dei condottieri maggiormente valorosi. In battaglia, infatti, egli riusciva a contraddistinguersi per essere uno maggiormente furioso e riusciva a condurre le truppe verso la battaglia con uno stile unico. Gli eserciti avversari temevano infatti la furia dello stesso san Giorgio, che riusciva a condurre le truppe verso la vittoria senza troppa fatica. Proprio per questo motivo molti eserciti si arrendevano prima di scendere in battaglia nel momento in cui scoprivano che a condurre le truppe vi era proprio san Giorgio. Grazie a questo particolare modo di fare, il condottiero san Giorgio venne effettivamente promosso a guardia del corpo dell’imperatore Diocleziano: anche in questo ruolo il militare riusciva a contraddistinguersi e soprattutto svolse un ruolo perfetto che gli permise di essere notato positivamente da parte degli altri componenti dell’esercito e dell’impero. Accade però che Diocleziano riprese la sua guerra contro i cristiani e dopo aver convocato diversi altri sovrani di altri imperi, decise di sopprimere tutti coloro che professavano la religione cristiana. Tra di essi vi era anche san Giorgio, il quale dovette sottomettersi al voler del sovrano: rinunciare alla religione cristiana era vista, da parte sua, come un modo di fare completamente errato e privo di senso ma, allo stesso tempo, professare la religione cristiana era un comportamento tutt’altro che corretto da parte dello stesso Diocleziano. 

San Giorgio venne quindi catturato e torturato ripetutamente e proprio durante questo periodo egli ebbe una visione di Dio, che gli annunciò che sarebbe stato torturato per ben sette anni di seguito. San Giorgio venne sottoposto a delle torture atroci, tra le quali la divisione a metà mediante una particolare ruota: nulla però sembrava essere in grado di porre fine alla vita di san Giorgio che, secondo quanto si tramanda, morì e risorse per ben tre volte. Solo la decapitazione mise fine alle sofferenze di Giorgio, che chiese a Dio che i suoi vari torturatori morissero inceneriti, cosa che accadde. 

La Turchia e diverse città italiane, tra le quali Roma e San Marino, celebrano la vita di san Giorgio, il quale viene ricordato anche con una fiaccolata in segno della sua ultima richiesta a Dio, che venne accolta dopo diversi anni di sofferenze. Il Santo viene inoltre celebrato in Turchia con una grande sagra dove è possibile assistere alla funzione religiosa, nella parte dello Stato che pratica tale religione.  

I santi che vengono celebrati assieme a san Giorgio sono i 48 Martiri Mercedari Francesi, i quali vennero catturati e torturati senza alcuna pietà da alcuni soldati che seguirono le direttive dei loro sovrani. La religione cristiana veniva vista come problema nei vari imperi e per questo i 48 vennero assassinati senza alcuna pietà dopo giorni di lunghe torture.

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