GOLD BOX BATTE FACEBOOK/ Cos’è il container dorato per parlare con il resto del mondo

- Silvana Palazzo

Gold Box, il portale che batte Facebook: un container per parlare con il resto del mondo “minaccia” Zuckerberg. Le ultime notizie sul progetto di Amar Bakshi e la moda che sta spopolando

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Gold Box, il portale che "batte" Facebook

All’interno del Grand Park di Los Angeles c’è Gold Box, una scatola d’oro che è considerata meglio di Facebook. Si tratta di un progetto che ha l’obiettivo di mettere le persone in contatto con il resto del mondo. Si entra nel container attrezzato per le videoconferenze e ci si collega con persone che si trovano dall’altra parte del globo. Ora vi starete chiedendo: qual è la differenza tra la Gold Box e il social network fondato da Mark Zuckerberg o addirittura Skype? Questo è un aspetto che Portals Project ci tiene particolarmente a chiarire. La “scatola”, a differenza dei social e software tradizionali, permette di proiettare all’interno l’altra persona, come se fosse realmente presente. Si ha, quindi, la sensazione di parlare con l’altra persona proprio nel container. La grande novità, però, sta nel fatto che ti mette in contatto con persone sconosciute.

«È stato stupendo», ha commentato Bernardine Harris, che ha avuto modo di parlare in diretta con un rifugiato iracheno che le è apparso davanti a lei sul grande schermo. Un altro cliente, invece, ha avuto modo di parlare con un 19enne che vive nel campo profughi di Irbil, in Iraq. Uno degli aspetti importanti di questo progetto riguarda proprio la possibilità di mettere in contatto persone che vivono in zone e situazioni difficili. Si tratta, dunque, di un’esperienza che ti aiuta a crescere e a confrontarti con persone di cultura diversa. Amar Bakshi è l’uomo che cura questo progetto: lo ha avviato nel 2014, cominciando a mettere in contatto le scatole d’oro di New York e Iran. Ora ci sono 24 portali permanenti in tutto il mondo: dall’Afghanistan alla Germania, passando per Messico e Milwaukee.

Ma la moda sta dilagando, motivo per il quale le richieste stanno crescendo esponenzialmente. Il costo del progetto è coperto dai pagamenti provenienti dalle città: Los Angeles, ad esempio, ha pagato per avere il portale per due settimane. I soldi vengono raccolti e poi usati per creare portali gratuiti nelle zone svantaggiate del mondo, come Irbil e Amman. Si sta lavorando, ad esempio, alla creazione di Gold Box in prigioni e all’esterno di un ospedale in Liberia. 



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