KUKI GALLMANN/ Chi ha sparato alla scrittrice che lotta per il Kenya?

- Silvana Palazzo

Kuki Gallmann: chi ha sparato alla scrittrice che lotta per il Kenya? Ora l’ambientalista è in condizioni stabili, ma è stata ferita allo stomaco e sottoposta ad un intervento chirurgico

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Kuki Gallmann (da Facebook)

Sono stabili le condizioni di Kuki Gallmann, la scrittrice italiana aggredita mentre controllava i terreni del suo ranch, nella riserva Laikipia Nature Conservancy, a 300 chilometri da Nairobi. Gli assalitori le hanno sparato allo stomaco, ma è stata salvata dall’intervento dei ranger del Kenya, che hanno poi affrontato gli aggressori. Due persone sono state uccise, altre invece sono state arrestate. La 74enne, invece, nel frattempo è stata trasferita in un ospedale della capitale, dove è stata sottoposta ad un intervento chirurgico. Non si tratta del primo episodio di questo tipo: sono sempre di più i pastori che, a causa della prolungata siccità e della conseguente carestia, invadono i terreni privati, non riuscendo a trovare pascoli disponibili per i loro animali. Sono scoppiati diversi scontri negli ultimi tempi tra proprietari terreri e pastori e almeno 30 persone sarebbero morte. Tempo fa nel ranch della stessa Kuki Gallmann era scoppiato un incendio doloso. Il ministro Nkaissery, però, ha definito l’aggressione subita dalla scrittrice italiana un «fatto isolato di criminalità».

Chi ha sparato a Kuki Gallmann? Si è trattato di un’imboscata: l’ambientalista e scrittrice trevigiana, che ha ispirato un film con Kim Basinger, era in jeep con un autista per perlustrare l’orlo di Ol Ari Nyiro quando si è trovata la strada sbarrata da un albero buttato di traverso. Ha avuto solo il tempo di scendere, poi sono partiti i colpi. L’autista, che era armato, ha risposto come ha potuto mentre chiamava i ranger del Kenya Wildlife Service. La sparatoria è durata qualche minuto. Una pista porta ai bracconieri dell’elefante e del rinoceronte nero, un’estinzione che Kuki Gallmann affronta da anni. Un’altra porta invece alla tribù dei Pokot. Secondo l’ex premier Raila Odinga la siccità è una scusa che usano questi criminali per mettere a segno attacchi contro i proprietari dei ranch. Potrebbero celarsi intrecci politici ed economici: questi criminali potrebbero essere spinti dal populismo di alcuni politici che contestano i titoli d’acquisto dei ranch risalenti ai primi del ‘900 o all’indipendenza del 1963. Eppure Kuki Gallmann – secondo Martin Evans, leader dei proprietari terrieri della regione di Laikipia – avrebbe salvato queste terre, strappandole alle speculazioni e ai cacciatori di frodo.



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