Orsa polare lesbica/ “Morta d’amore dopo separazione da compagna”: la nuova frontiera di animalisti LGBT

- Niccolò Magnani

Orsa polare lesbica, “morta d’amore dopo separazione da compagna”: l’accusa e l’appello degli animalisti LGBT contro il parco Sea World. La “cronaca” e l’assurdità di certe campagne…

orso_polare_artico_antartide_ghiaccio_lapresse_2017
Amori e orsi polari (LaPresse)

Sì, non sembra vero ma (purtroppo) lo è: mentre il mondo vive drammi, guerre e dolore per larghe parti dell’umanità sofferenti e povere, ci sono anche degli animalisti indignati per “l’orrore” di una orsa polare lesbica morta… d’amore. Proprio così, questa è la denuncia che il vicepresidente della Peta ha lanciato in questi giorni dopo l’annuncio della morte di Szenja, per via della separazione forzata (voluta dall’uomo “cattivo” e a questo punto sicuramente omofobo) della “compagna” Snowflake al SeaWorld Wild Arctic di San Diego. L’altra orsa polare vissuta con Szenja per 20 anni è stata portata via per farla accoppiare con altri maschi e per procreare nuovi piccoli orsi – per motivi di rischio d’estinzione, allora decidiamoci, viene prima la causa ambientalista o quella LGBT? – e questo avrebbe portato al dolore eccessivo e alla depressione il grande esemplare di orso polare col cuore omofilo. «Dopo aver perso la compagna di vita di 20 anni, Szenja ha fatto quello che chiunque avrebbe fatto al suo posto: ha smesso di vivere», ha scritto il vicepresidente della Peta, Tracy Remain, in una denuncia dell’intero mondo animalista.

Tutti contro il parco naturale che ha compiuto l’orrendo gesto della separazione portando fino alla morte di questo bell’animale: «Szenja ha toccato i cuori di tutti coloro che si sono presi cura di lei in questi venti anni, ma anche dei milioni di visitatori che hanno avuto l’opportunità di vederla dal vivo. Siamo davvero orgogliosi di essere stati parte della sua vita e di sapere che ha ispirato persone di tutto il mondo a proteggere gli orsi polari nella natura», è la replica del presidente del SeaWorld, come riporta il portale Gay.it che ha dato annuncio dell’intera vicenda. Gli animalisti proseguono però nella campagna sociale e web per denunciare la separazione forzata che ha diviso per sempre due orse “lesbiche”: la profondità e l’abisso dell’umano dolore non è sondabile. L’importanza e la pretestuosità di certe campagne “umanitarie”, forse, è un po’ più misurabile…



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori