Isabella Noventa / Verso il processo: l’sms sulla cena in pizzeria incastra Manuela e Debora? (ultime notizie)

- Emanuela Longo

Isabella Noventa, ultime news: verso il processo a carico del trio. La criminologa Roberta Bruzzone fa il punto su premeditazione, versioni e presunto esito della sentenza

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Isabella Noventa

Pochi giorni all’inizio del processo a carico di Freddy e Debora Sorgato e Manuela Cacco per l’omicidio di Isabella Noventa e nuovi particolari sull’omicidio della segretaria 55enne di cui non si hanno più notizie dal 16 gennaio 2016. Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal settimanale Giallo nelle indagini potrebbe assumere una rilevanza importante un sms che Debora Sorgato avrebbe inviato a Manuela Cacco la sera del 14 gennaio 2016, 24 ore prima della scomparsa di Isabella Noventa, il cui corpo seppur a lungo cercato non è mai stato ritrovato. Nel messaggio Manuela avrebbe scritto a Debora: “Ti ha detto della pizza???”. Si tratta di un sms che potrebbe dimostrare che le due donne erano a conoscenza della cena che Isabella Noventa e Freddy Sorgato avevano in programma la sera successiva. I tre avevano dunque teso una trappola alla segretaria? Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero anche altri messaggi che le due donne si sarebbero scambiati il giorno prima della scomparsa da Padova di Isabella Noventa. Dopo aver ricevuto l’sms da Debora Manuela le avrebbe infatti risposto, riferendosi a Freddy: “A quest’ora sarebbe già a posto e sistemato. Me lo ha detto. Lui spera che sia tutto a posto”. Con l’avvio del processo vedremo se questi messaggi saranno rilevanti al fine delle indagini sull’omicidio di Isabella Noventa.

Mancano due settimane esatte all’inizio del processo per il delitto di Isabella Noventa, segretaria 55enne sparita nel nulla la notte tra il 15 ed il 16 gennaio 2016. Per l’accusa, la donna sarebbe stata uccisa dall’ex fidanzato Freddy Sorgato, insieme alla sorella di quest’ultima, Debora ed alla sua ex amante, la tabaccaia Manuela Cacco. Il “trio diabolico” sarà processato con rito abbreviato e dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario pluriaggravato e distruzione di cadavere. Quello a carico dei tre imputati sarà quasi certamente un processo lampo, come ipotizzato anche dalla criminologa Roberta Bruzzone, che sulle pagine del settimanale Giallo ha fatto di recente il punto sulle indagini ribadendo come il trio non abbia più scampo: entro il prossimo giugno potrebbe giungere la sentenza. “Si tratterà di un processo piuttosto rapido, visto che l’impianto accusatorio non lascia spazio a particolari criticità e non prevedo particolari colpi di scena”, ha commentato l’esperta in criminologia. Come ribadito anche dalla Bruzzone, le lunghe indagini sul delitto di Isabella Noventa hanno ampiamente confermato la premeditazione del delitto. La riprova sarebbe anche nei numerosi sms che i tre indagati si sarebbero scambiati molto tempo prima del delitto e che lascerebbero ipotizzare “la sussistenza di una lucida volontà omicidiaria” nei confronti della povera vittima. Sms freddi, a tratti sarcastici, che racchiudono la speranza di una liberazione imminente, scritta tra le righe e che si sarebbe dovuta concretizzare proprio con l’uccisione della 55enne, tratta in trappola da Freddy Sorgato. (aggiornamento di Emanuela Longo)

Nell’imminente processo sul delitto di Isabella Noventa ed in partenza dal prossimo 9 maggio, si cercherà di far luce sugli aspetti ancora poco chiari dell’intera vicenda, alcuni dei quali sono destinati a restare ignoti. Tra questi vi è sicuramente la fine fatta fare al cadavere della segretaria uccisa dal “trio diabolico”. Ad oggi, nessuno dei tre indagati ha infatti mai espresso un solo dettaglio sul luogo in cui sarebbe stato gettato il corpo della vittima, se non i tentativi di depistaggio messi in atto da Freddy Sorgato, il quale indicò sin da subito il fiume Brenta. Le approfondite ricerche – e che costarono la vita anche ad uno dei sommozzatori impegnati – tuttavia, non restituirono mai il cadavere di Isabella Noventa. Questa enorme mancanza rappresenta paradossalmente anche il punto di forza del trio. “La scelta del rito abbreviato da parte dei tre imputati non mi sorprende, soprattutto perché non è ancora stato ritrovato il corpo della vittima”, ha dichiarato a tal proposito Roberta Bruzzone. Secondo la criminologa, i tre ed in particolare Freddy Sorgato, da tempo avevano programmato tutto sin nei minimi dettagli, al fine di tentare di accreditare l’ipotesi dell’incidente di matrice sessuale. “Lo ritengo assai difficile, ma se venisse accolta dal giudice, infatti, questa ipotesi alleggerirebbe la posizione dei tre, perché si tratterebbe di omicidio colposo”, ha spiegato l’esperta. A rendere difficile il concretizzarsi di tale ipotesi difensiva però, sempre a detta della Bruzzone, sarebbe la versione fornita nei mesi scorsi dalla tabaccaia veneziana Manuela Cacco che sconfesserebbe in modo evidente quanto asserito dai fratelli Sorgato. “Ritengo non credibile anche la versione di Debora Sorgato”, ha aggiunto. La donna, ricordiamolo, aveva tentato di accreditare la versione di Freddy, respingendo ogni accusa a suo carico e tirandosi fuori dalla vicenda. “Credo che questo gioco di reciproche accuse per tentare di rendere impossibile l’accertamento delle reali responsabilità non sarà vincente”, ha chiosato Roberta Bruzzone. (aggiornamento di Emanuela Longo)

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