Video/ Raffiche di mitra e feriti a Erbil: attacco Isis? No, ha segnato Messi

- Silvana Palazzo

Attacco Isis? No, ha segnato Messi! A Erbil, nel Kurdistan iracheno, raffiche di mitra, sparatorie e feriti per la vittoria del Barcellona contro il Real Madrid nel Clasico

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Leo Messi (Foto: Lapresse)

Raffiche di mitra, spari ovunque e diversi feriti: attacco Isis ad Erbil? No, solo una festa per la vittoria del Barcellona del Clasico. Il gol della vittoria di Lionel Messi ha scatenato reazioni diverse in tutto il mondo, ma il caso della città curda dell’Iraq è davvero eccezionale nella sua particolarità. Nel capoluogo della provincia autonoma del Kurdistan iracheno, a 90 chilometri a est da Mosul, dove si sta combattendo contro l’Isis, sono stati attimi di panico per una fitta sparatoria che ha lasciato ipotizzare un attacco dei miliziani del Califfato. Un giornalista francese ha allora deciso di contattare colleghi più esperti per capire cosa stesse accadendo, mentre restava trincerato nella sua stanza d’albergo: «Non era in atto alcuna offensiva dei terroristi, piu` semplicemente i sostenitori del Barc¸a stavano esprimendo il loro entusiasmo», riporta Il Fatto Quotidiano.

Ma quali bandiere, trombette e fumogeni! In aria sono stati esplosi centinaia di colpi di arma da fuoco, in particolare Kalashnikov. Alcuni, però, hanno ferito quattro persone, che sono state trasportate d’urgenza negli ospedali della città. Altre cinque, invece, hanno subito ferite in seguito ad incidenti automobilistici durante le celebrazioni della vittoria del Barcellona. Non è il primo caso: il Clasico è una delle partite di calcio più apprezzate, anche nel Kurdistan. E c’è l’usanza di celebrare la vittoria con colpi di pistola.

Al più il problema è riuscire a dormire: come riportato da kurdistan24.net, le persone sui social media hanno espresso la loro rabbia perché i colpi di pistola non li hanno lasciati dormire serenamente. Un reporter britannico, ad esempio, ogni volta che c’è una partita si prepara in anticipo. «Quando l’arbitro fischia la fine e` importante restare calmi, chiudersi in casa e aspettare che passi. Benvenuti in Kurdistan».



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