SARA DI PIETRANTONIO / Vincenzo Paduano in aula: “Chiedo scusa, no sconti di pena” (ultime notizie)

- Emanuela Longo

Sara Di Pietrantonio, ultime news: Vincenzo Paduano oggi in aula prima della sentenza. L’ex fidanzato ha chiesto scusa ma non ha chiesto sconti di pena.

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Delitto Sara Di Pietrantonio: 30 anni a Vincenzo Paduano

A dieci giorni dalla sentenza del processo sul delitto di Sara Di Pietrantonio e che vede unico imputato l’ex fidanzato Vincenzo Paduano, si è svolta oggi una nuova udienza. Come rivela Repubblica.it, per la prima volta il 27enne si è presentato in aula, a quasi un anno dall’omicidio terribile della studentessa 22enne. In aula erano presenti anche i genitori della povera vittima, uccisa il 29 maggio scorso dopo essere stata seguita in auto, strangolata ed infine data alle fiamme. Paduano oggi ha parlato asserendo: “Chiedo scusa anche se so che non sarò perdonato. Ci tenevo a farlo di persona. Non chiedo sconti di pena”. A prendere la parola nella giornata odierna è stata anche la sua difesa che al giudice hanno spiegato come l’assistito abbia confessato il delitto di Sara Di Pietrantonio, chiedendo al tempo stesso “le attenuanti generiche, senza le aggravanti”. Gli stessi avvocati difensori dell’imputato, per il quale nella precedente udienza il pm ha chiesto l’ergastolo, oltre quindi a chiedere il non riconoscimento della premeditazione hanno smentito che Vincenzo abbia mai stalkizzato la ex fidanzata. A loro detta, inoltre, non sussisterebbe “il reato di distruzione di cadavere”, poiché sul corpo della povera Sara Di Pietrantonio vi erano “solo delle ustioni”.

Contro le parole della difesa di Vincenzo Paduano ci sarebbero tuttavia alcune prove importanti a suo carico: i messaggi di minaccia del 27enne inviati a Sara Di Pietrantonio in seguito alla scoperta della sua nuova relazione sentimentale e le prove che Vincenzo la seguisse in modo ossessivo da almeno una settimana. Prove che avrebbero contribuito alla formulazione della richiesta di ergastolo da parte del pubblico ministero Maria Gabriella Fazi, che aveva chiesto la condanna per tutti i reati per i quali il giovane è accusato: omicidio volontario aggravato dalla premeditazione dai futili e abbietti motivi, dagli atti persecutori, e ancora stalking, incendio e occultamento di cadavere. Dopo l’udienza di oggi, si attende la sentenza a carico di Vincenzo Paduano, attesa per il prossimo 5 maggio.



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