USA-COREA DEL NORD/ Terza Guerra Mondiale, Russia: “preoccupati da espansione Trump” (ultime notizie)

- Niccolò Magnani

Usa vs Nord Corea, Terza Guerra Mondiale, ultime notizie di oggi 26 aprile 2017: il doppio gioco della Cina con Trump e l’unione Usa-Giappone-Corea del Sud per “pressare” Pyongyang

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Donald Trump e Xi Jinping (Lapresse)

In una zona di maggior riservatezza, almeno a livello pubblico, la Russia si riaffaccia oggi sulla terribile tensione Usa-Corea del Nord commentando le ultime escalation che non fanno presagire buoni sviluppi per l’immediato futuro. Tramite le parole del ministro degli Esteri Lavrov, il Cremlino batte un colpo “punzecchiando” Donald Trump: «Le opzioni militari per risolvere la questione della Corea del Nord sono cariche di disastri nella regione». In buona sostanza, Putin mal digerisce l’espansione e la violenza dell’avanzata di Trump nel Pacifico e prova a mettere in allerta l’intera zona asiatica, Cina compresa, per provare a limitare da un lato la follia della Corea del Nord ma dall’altro anche la maggiore prepotenza degli Usa. «C’è forte disapprovazione di Mosca all’espansione sproporzionata dell’attività militare degli Stati Uniti e dei suoi alleati regionali con il pretesto della minaccia nordcoreana».

Se da un lato il breve ma comunque attuale “congelamento” dello scontro Usa e Corea del Nord viene salutato dal mondo come una notizia positiva – i test nucleari di Pyongyang attesi ieri non sono arrivati e dunque anche il sottomarino nucleare inviato da Trump al porto di Busa non è dovuto per fortuna intervenire – potrebbe rivelarsi purtroppo solo un momento di stanca e di studio delle prossime mosse. L’incubo da terza guerra mondiale insomma, rimane intatto e il problema adesso studiato dagli analisti della Difesa americana riguarda la tempistica del prossimo (il sesto, quello decisivo per la bomba nucleare) test missilistico del regime di Kim Jong-un. Come ha rivelato poco fa Jean Lee, esperta del Wilson Center, la prossima data possibile di una nuova prova di forza della Corea del Nord potrebbe avvenire in concomitanza con un altra data di ricorrenza nazionale del regime, a questo il 25 giugno prossimo (anniversario dello scoppio della guerra di Corea nel 1950). A questo tipo di scenario, si oppone però, come cita l’Ansa, John Delury, dell’università Yonsei di Seul: «Se la portaerei Usa Vinson si posiziona sulla base di queste date, l’ovvio problema è che potrebbe andarsene e i nordcoreani potrebbero fare un test una settimana dopo».

È sempre più terza guerra mondiale tra le aspirazioni nordcoreane e i timori di Usa, Cina Russia e ovviamente tutto il resto del mondo: la battaglia nucleare da panico potrebbe scatenarsi da un momento all’altro, con Seul che (in accordo con Trump) ha impostato e attivato lo scudo nucleare per eventuali attacchi del regime di Kim Jong-un. Resta poi il problema politico tutto interno alla Corea del Sud, visto che la presidente deposta e arrestata per corruzione era quella che maggiormente aveva voluto quello scudo anti-missili che protegge soprattutto le basi americane nella penisola, e il presunto e futuro presidente di sinistra non intende imbracciare la stessa direzione. Divisioni interne che non aiutano per nulla il processo fragile di pace e distensione che Cina e in parte Usa stanno provando a tessere con Pyongyang. Specie se poi il ministro degli Esteri della Corea del Nord rilascia dichiarazioni come queste, lo spirito e il timore di una nuova guerra mondiale si fa sempre più vivo: «Taglieremo la gola agli imperialisti americani», ribadisce non un proclama sul web ma un comunicato ufficiale del ministero Esteri di Pyongyang. 

Nello scontro che assomiglia sempre di più ad una terza guerra mondiale, il ruolo forse più enigmatico e ancora poco chiaro lo sta giocando la Cina: il governo di Xi Jinping viene riferito da tutti come il vero ago della bilancia per la tensione in Corea del Nord tra gli Stati Uniti di Trump e il regime di Pyongyang. Un filo diretto tra Pechino e la Casa Bianca è sempre attivo in questi giorni e pare che tutti gli ultimi scenari prodotti da Trump abbiano avuto il ben placido del governo comunista; già, e se però la Cina stesse giocando un sottile ma importante doppio gioco? Sebbene a livello pubblico il premier cinese abbia più volte dimostrato l’appoggio agli Stati Uniti (che hanno promesso loro grandi vantaggi economici, ndr) contro le troppe provocazioni del regime di Pyongyang, in segreto il rapporto tra Cina e Corea del Nord è tutt’altro che concluso. Come ha raccontato ieri il corrispondente del Sole 24 Ore, Stefano Carrer, Pechino non vorrebbe portare fino in fondo il collasso di Pyongyang visto che in questo modo «si rischia di favorire una unificazione coreana sotto l’egida di un Sud che probabilmente resterebbe alleato degli Usa. Mao, per non avere un confine di terra con truppe americane, mandò a morire molte centinaia di migliaia di cinesi intervenendo in una guerra il cui armistizio riguarda anche Pechino». Dunque da un lato gli accordi economici che fanno gola a Xi Jinping, dall’altro però avere gli Usa troppo “vicini” e presenti nel Pacifico non rappresenta una modalità grandemente preferita nel governo segretissimo della Cina che ricordiamo è ancora uno dei pochi Paesi al mondo, con Cuba e appunto Nord Corea, dove vige l’ideologia comunista.

La terza guerra mondiale non è un mantra allarmistico che ripetiamo da giorni ma una “semplice” visione di quanto sta avvenendo nel Pacifico: Giappone, Corea del Sud, Nord Corea, Australia, Cina, Usa e forse anche Russia. Le forze sul Pacifico portano il livello della tensione tra Trump e il regime di Pyongyang fino agli estremi livelli dopo l’invio della portaerei e ora anche del sottomarino nucleare davanti al porto di Busa per mettere pressione al regime di Kim Jong-un. Intanto in queste ore si tiene il vertice tra Usa, Giappone e Sud Corea dove Trump ha dato mandato ai suoi rappresentanti di stringere il cordone dell’alleanza forte e unita contro la minaccia nucleare di Pyongyang. «Bisogna massimizzare la pressione contro la Corea del Nord per prevenire ulteriori provocazioni», è il fulcro dell’incontro tra i tre rappresentanti in alleanza. Joseph Yun, inviato del governo Trump, ha fatto sapere di aver concordato con i suoi omologhi di Giappone e Corea del Sud di coordinare “tutte le azioni” su Pyongyang, Non solo, la Cina viene vista da tutti i tre Paesi come la “chiave” per poter imprimere pressione sulla Corea del Nord per abbandonare definitivamente i programmi missilistici e nucleari.

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