MILITANTI ISIS A BRINDISI/ Erano in contatto con attentatore di Berlino

- Silvana Palazzo

Operazione antiterrorismo a Brindisi, scoperti militanti Isis: erano in contatto con l’attentatore di Berlino. Le ultime notizie e i retroscena sull’inchiesta partita dalla Puglia

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Cinisello Balsamo, assalta passanti con coltello (LaPresse)

Operazione antiterrorismo a Brindisi: è stata individuata una cellula terroristica, radicata in Germania e legata all’attentatore di Berlino. Un uomo è stato arrestato, un altro invece è stato espulso: questo il bilancio dell’operazione internazionale di polizia, “Transito silente”, che è partita dalla provincia pugliese. L’inchiesta è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce e condotta dalla Digos di Brindisi. In manette è finito Lutumba Nkanga, 27enne congolese residente in Germania e capo della cellula islamista: il 5 dicembre fu trasferito nel Cie (Centro di identificazione ed espulsione) Restinco di Brindisi. Quel giorno fu espulso dall’Italia Soufiane Amri, 22enne marocchino residente a Berlino. Entrambi, stando a quanto rivelato dagli investigatori, erano in contatto con Anis Amiri, l’attentatore della strage del mercatino di Natale, avvenuta il 19 dicembre a Berlino.  L’operazione è stata tenuta sotto il più stretto riserbo finora proprio per consentire gli accertamenti. 

Le indagini sono partite proprio dalla morte dell’attentatore e dal Cie di Brindisi, dove i due uomini erano arrivati in treno dopo essere partiti da Monaco. Nkanga e Amri avevano fatto tappa a Roma, poi si erano recati ad Ancona per imbarcarsi per Patrasso. A fermarli uno sciopero dei traghetti per la Grecia: dai controlli sono emerse anomalie nei documenti e così sono stati scoperti. Tramite la Grecia avrebbero raggiunto Istanbul, forse per partecipare agli attentati di dicembre in Turchia. Dalle indagini è emerso che Lutumba Nkaga aveva aderito totalmente all’ideologia dell’Isis: nel suo cellulare sono stati trovati video di cruenti decapitazioni e omicidi veicolati da Amaq, agenzia di informazione dell’Isis, quindi non scaricati da internet. L’uomo, inoltre, utilizzava diversi metodi – da Telegram a WhatsApp, passando per Viber e Facebook – per comunicare con i suoi complici, quindi sono state usate sofisticate tecnologie investigative per decifrare i messaggi. «Fate scorrere fiumi di loro sangue, rendete le loro città cenere e macerie», l’agghiacciante traduzione di uno in particolare. La Digos di Brindisi si è avvalsa della collaborazione del Servizio centrale antiterrorismo e del Servizio di cooperazione internazionale di polizia, che ha fatto da raccordo con le autorità tedesche. 



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