FOLGORATO DAL CELLULARE / Scarica elettrica di 110 volt: 32enne in ospedale con ustioni gravissime

- Valentina Gambino

Folgorato dal cellulare: scarica elettrica di 110 volt per un 32enne dell’Alabama, ecco cosa è successo per “colpa” del suo smartphone in carica, poteva morire, le dichiarazioni del medico.

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Folgorato dal cellulare

Essere “cellulari-dipendenti” non sempre può essere un bene. Ne sa qualcosa un 32enne di Huntsville, in Alabama. Così come riporta anche messaggero.it, Wiley Day (questo il suo nome) ha riportato delle gravissime ustioni di 2° e 3° grado sul collo e vicino alle orecchie: il motivo? Il suo smartphone l’ha letteralmente folgorato provocandogli delle lesioni. L’uomo ha raccontato che durante il corso della notte la catenina con la medaglietta del suo cane è scivolata posizionandosi tra il carica batterie e il cavo di prolunga del cellulare. Questo “contatto” lo ha folgorato facendolo immediatamente svegliare in maniera decisamente anomala. Durante la folgorazione è fortunatamente riuscito a spezzare la collanina interrompendo – di fatto – la fortissima scarica elettrica proveniente dal suo dispositivo in carica. Per Wiley quindi, oltre alla paura e le ustioni, anche un ricovero ed una convalescenza di circa 30 giorni. Secondo quanto hanno riportato i dottori che l’hanno immediatamente preso in cura però, il ragazzo può ritenersi molto fortunato in quanto, è stato colpito da una fortissima scarica elettrica pari a 110 volt quando invece, ne bastano 100 per uccidere un individuo. “E’ fortunato ad essere vivo” ha dichiarato il dottor Benjamin Fall, per poi aggiungere: “Ma ricordatevi di ricaricare sempre il telefono lontano da voi”. Lo scorso febbraio per esempio, una 18enne della provincia di Crotone è morta dopo aver usato il suo cellulare nella vasca da bagno. Così come si legge su TgCom24 infatti, a causare la tragedia in quel caso era stata una “ciabatta” a cui aveva collegato il suo cellulare che, caduta nell’acqua l’ha letteralmente folgorata. Secondo le prime indagini dei carabinieri inoltre, il “salvavita” non era scattato in quando la sua famiglia si era collegata alla rete elettrica abusamente.



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