LEONARDO CAZZANIGA E LAURA TARONI/ Riesumato il corpo di Luciano Guerra: altra vittima della diabolica coppia?

- Silvana Palazzo

Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni, le ultime notizie di oggi 3 aprile 2017. Riesumato il corpo di Luciano Guerra, suocero dell’infermiera: è un’altra vittima della diabolica coppia?

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Carabinieri (LaPresse)

Tra le vittime di Leonardo Cazzaniga c’è il suocero di Laura Taroni? Lo scopriranno i periti, che verificheranno se ci sono tracce farmacologiche diverse da quelle che risultano dalle cartelle cliniche di Luciano Guerra e se possono configurarsi come concause del decesso. Questa mattina è stato, infatti, riesumato il corpo del suocero dell’infermiera del pronto soccorso di Saronno, arrestata con il compagno nell’ambito dell’inchiesta su alcune morti sospette nell’ospedale in provincia di Varese. La sostituto procuratore di Busto Arsizio, Maria Cristina Ria, ha formalmente contestano a Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni l’omicidio del suocero dell’infermiera e della madre di quest’ultima, Maria Rita Clerici.  

La diabolica coppia è accusata in concorso dell’omicidio del marito della donna, Massimo Guerra, morto a Lomazzo il 30 giugno 2013: sarebbe stato “eliminato” con un sovradosaggio di farmaci. Per la Procura di Busto Arsizio la coppia diabolica ha avvelenato Massimo Guerra, ma a fine agosto muore in circostanze misteriose anche suo zio, Nazareno Guerra; dopo due mesi tocca al padre di Massimo, Luciano Guerra, curatosi per anni all’ospedale di Saronno. La quarta vittima è la madre di Laura Taroni, stroncata da un infarto. La figlia sceglie di cremarla per evitare accertamenti post mortem, ma così non è stato per Luciano Guerra, il cui corpo è stato appunto riesumato.

Quattro morti nel giro di pochi mesi, due anni e mezzo dopo la terribile scoperta: «Come ormai sanno tutti, il marito l’ha fatto fuori lei», ha dichiarato il vicino di casa Renato Vercesi a Chi l’ha visto?. All’anestesista, ex vice primario del pronto soccorso di Saronno, sono attribuite invece anche le morti di quattro pazienti, a cui avrebbe applicato quello che definiva “protocollo Cazzaniga“. Il processo è ancora lontano, visto che l’inchiesta è in corso. Il primario del pronto soccorso Nicola Scoppetta è, invece, agli arresti domiciliari, perché sapeva ciò che accadeva, ma non è intervenuto: lo ha deciso la Cassazione.

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