LIDIA VIVOLI/ L’ex che l’ha massacrata di botte sta per tornare libero: “Ho di nuovo paura” (I fatti vostri)

- Silvana Palazzo

Lidia Vivoli a I fatti vostri: l’ex che l’ha massacrata di botte sta per tornare libero. Sfogo su Raidue dell’ex hostess: “Vuole farmela pagare”. Teme la vendetta dopo l’uscita dal carcere

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Lidia Vivoli (da I fatti vostri)

Lidia Vivoli era riuscita a fare arrestare l’ex compagno che l’aveva sequestrata, ma l’incubo non è finito, perché sta per uscire dal carcere. L’ex hostess Windjet che era stata massacrata di botte ha di nuovo paura: teme che possa essere vittima di una vendetta. «Era geloso, mi seguiva ovunque. Impazziva per il fatto che non poteva controllarmi mentre lavoravo. Inoltre lo mantenevo, ma lui voleva farsi mantenere al di sopra delle mie possibilità. Decisi di allontanarlo diplomaticamente e quella mattina mi giurò che non mi avrebbe più toccata e, invece, dodici ore dopo… Le ferite sono guarite, ma i miei problemi psicologici stanno venendo fuori ora che ho paura per quello che accadrà quando uscirà», ha raccontato Lidia Vivoli a I fatti vostri su Raidue.

La donna si è rifatta una vita con un nuovo compagno ed è diventata mamma di due gemelli di un anno, ma vive a Bagheria, ad appena 50 chilometri da Terrasini, città dell’ex che tanto teme: recentemente la donna ha svelato che cinque mesi dopo l’arresto l’ex ottenne i domiciliari e in quest’occasione le disse che gliel’avrebbe fatta pagare. Nello studio de I fatti vostri, però, Lidia Vivoli ha anche rievocato quella terribile nottata. un delirio di violenza nato da una scenata di gelosia: «Si alzò per andare in bagno, al ritorno mi colpì la nuca e la spalla con una padella di ghisa, fino a quando non si ruppe sulla mia testa. Mi aggredì anche con delle forbici. Aveva capito che mi stavo allontanando».

Per l’avvocato Domenico Musicco si trattò di tentato omicidio, motivo per il quale la pena non sarebbe stata adeguata: l’uomo ha potuto patteggiare, riducendo notevolmente la pena da scontare. Dovrebbe tornare libero tra maggio e luglio. Intanto sta lavorando per aiutare Lidia Vivoli: «Insieme a Valentina Vezzali proporrò una legge che obbliga l’uso del braccialetto elettronico dopo l’uscita dal carcere. In Italia non si usano, ci sono intoppi burocratici da superare. Le vittime poi vengono lasciate da sole, senza sostegno o risarcimento. Dobbiamo lavorare anche su quello per la creazione di un fondo ad hoc. Lidia ora è in difficoltà, visto che è stata licenziata», ha affermato ai microfoni del programma condotto da Giancarlo Magalli.

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