CAPI ISIS CURATI IN ITALIA/ Rivelazione choc del Guardian: si infiltrano come libici feriti

- Silvana Palazzo

Capi Isis curati in Italia, rivelazione choc del Guardian: si infiltrano come libici feriti. L’inchiesta da un documento dell’intelligence italiana: profonda crepa nella nostra sicurezza?

isis_califfo_al_baghadi_terrorismo_califfato_daesh_moschea_lapresse_2017
Il "Califfo" Al Baghdadi (LaPresse)

Membri e comandanti dell’Isis curati dagli ospedali italiani: la clamorosa rivelazione arriva dall’Inghilterra, dove si parla di un preciso escamotage per infiltrarsi in Europa che vede protagonista, suo malgrado, il nostro Paese. L’inchiesta è stata realizzata da The Guardian, la cui rivelazione è frutto di un documento dell’intelligence italiano. Secondo questo dossier, i membri dell’Isis dal 2015 si sono infiltrati in Europa fingendo di essere combattenti libici feriti. Sono stati quindi curati negli ospedali europei, poi si sono mossi liberamente nel Vecchio Continente. Vertici di spicco dell’Isis, ad esempio, sono stati operati negli ospedali di Milano e Pescara. Il quotidiano britannico, citando il documento dell’intelligence italiano, parla di un contrabbando di uomini feriti dalla Libia e di una strategia per viaggiare da lì con falsi passaporti.

Così sfruttano un progetto sanitario per la riabilitazione e la cura dei libici feriti, chiamato “Comitato Assistenza Feriti Libici”: nonostante sia sorvegliato dal governo riconosciuto a Tripoli dall’Onu, è definito «dubbioso e ambiguo» dagli 007 italiani. Il governo libico ha, quindi, involontariamente pagato le spese di viaggio dei terroristi, confusi con combattenti legittimi. L’intelligence italiana non esclude che i combattenti Isis si siano infiltrati grazie ad una rete che coinvolge pure funzionari corrotti. I falsi feriti arriverebbero dalla zona libica di Fataeh. La sede del contrabbando è invece Misrata. Il documento in questione non è stato reso pubblico, ma se venisse confermato testimonierebbe una profonda crepa nella sicurezza italiana ed europea.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori